home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Nello Musumeci è il nuovo governatore: sempre in vantaggio su Cancelleri

Nello Musumeci a grandi passi verso Palazzo d'Orleans: sempre più netto stacco con Cancelleri

Nello Musumeci

PALERMO - Nello Musumeci è il nuovo presidente della Regione Sicilia. Lo spoglio, che si apre solo alle 8 del mattino e si protrae fino a tarda sera, conferma i pronostici dei primi exit poll e assegna al candidato del centrodestra il 39,9%. Un dato che gela i sogni di sorpasso del Cinque stelle Giancarlo Cancelleri (34,7%). L’M5s, che avanza pure il sospetto di «brogli», festeggia il miglior risultato di lista. Mentre si apre il "processo" a Matteo Renzi e al Pd: il candidato del centrosinistra Fabrizio Micari è fuori dalla partita (18,6%), pur triplicando i voti della sinistra di Claudio Fava (6,2%). Ma tra i siciliani il primo "partito" resta ancora una volta quello dell’astensione: alle urne solo il 46,76% dei votanti.

Questo in estrema sintesi quello che ci ha detto questa tornata elettorale per eleggere il nuovo governatore e i 70 deputati dell'Assemblea regionale siciliana. Una tornata elettorale che sebbene veda i pentastellati ancora primo partito dell'Isola, ci dice che il Centrodestra ha ritrovato slancio proprio in una regioni di quelle che storicamente è stato sempre una grande serbatoio di voti. Evidentemente il "patto dell'arancino" sancito a Catania ha funzionato.

«Sarò il presidente di tutti, combatterò per la Sicilia», promette Musumeci, che però rischia di non avere da solo la maggioranza in Assemblea regionale siciliana per governare. «Il laboratorio Sicilia - esulta - ha valore nazionale». A pochi mesi dalle politiche, infatti, il test siciliano fa ben sperare il centrodestra: «La vittoria di Musumeci è la vittoria dei moderati che credono nella possibilità di un futuro migliore e un cambiamento vero», dichiara Silvio Berlusconi, che - facendo irritare gli alleati - rivendica a Fi di aver reso «possibile» la vittoria del candidato della destra.

Dal quartier generale del M5s a Caltanissetta si fa sentire intanto Luigi Di Maio, che annulla il confronto tv previsto per martedì con Renzi ("Non è più leader"), e rilancia le ambizioni del Movimento: «Il voto non ci porta alla presidenza della Sicilia, ma da qui parte un’onda che tra 4 mesi ci può portare al 40% e a Palazzo Chigi. Molti astenuti siciliani si pentiranno di aver riportato in Regione chi ha speculato finora». E al termine di una campagna elettorale segnata dalle polemiche il M5s si spinge oltre. Manlio Di Stefano evoca il «rischio brogli» e Cancelleri si rifiuta di chiamare Musumeci: «E' una vittoria contaminata dagli impresentabili e dalla complicità dei media».

Tutt'altra storia a sinistra. Micari perde il 7% nel voto disgiunto e la sua lista resta fuori dall’Ars. Il Pd si ferma poco sotto il 13%, «stesso risultato - sottolineano i renziani - del 2012». E mentre l’Udc a destra registra un buon risultato, Ap, che ha scelto la coalizione con i Dem, resta fuori dall’Ars e apre il processo interno.

Il primo test elettorale degli ex Dem di Mdp non è brillante, con la lista di sostegno a Claudio Fava poco sopra il 5%, ma è un buon viatico, sottolineano i bersaniani, per il futuro. «Dopo dieci anni - dichiara Fava - la sinistra torna nel Parlamento siciliano, per fare opposizione, per lanciare, a partire dalla Sicilia, una proposta politica che guarda anche al resto del Paese, con lo sguardo rivolto al futuro». 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa

CALENDARIO