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Trovati cinque tipi di anfore su relitto romano di Acitrezza

Almeno due tipi di anfore non erano state finora documentate in un carico

Trovati cinque tipi di anfore su relitto romano di Acitrezza

PALERMO - La Soprintendenza del Mare ha effettuato in questi giorni una serie rilievi fotografici e prelievi di reperti sul relitto romano di Acitrezza, al fine di creare il primo rilievo tridimensionale propedeutico ai prossimi lavori scientifici. 

 

 La campagna si è svolta con la collaborazione tecnica del diving Oceano Mare di Massimo Ardizzoni che ha realizzato le riprese fotografiche, e con il supporto logistico del diving Dna Shock di Catania. Sotto la direzione del Soprintendente del Mare Sebastiano Tusa, l’archeologo responsabile di zona Philippe Tisseyre ha coordinato le operazioni di rilievo e documentazione, mentre l’elaborazione dei dati in 3D è stata realizzata da Salvo Emma. 

 Il carico del relitto si presenta come un cumulo di anfore di almeno cinque tipi ed è interessante per quanto riguarda le nuove problematiche della navigazione segmentaria nell’antichità e della redistribuzione dei carichi anforistici. «Almeno due tipi di anfore - dice Emma - rinvenute su questo relitto non sono state finora documentate in un carico (anfore globulari e di piccolo modulo). E’ prevista a breve una ricerca sugli impasti per determinare il tipo di argilla e la localizzazione delle fornaci di produzione. Il relitto si trova tra i 65 e gli 80 metri di profondità ed è stato segnalato per la prima volta nel 2011». 

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