WHATSAPP: 349 88 18 870

Delitto di Palagonia, c'è un fermo

Svolta nelle indagini sull'omicidio di Francesco Barbanti, 45 anni, ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco lungo la strada che collega Palagonia e Militello Val di Catania.

Delitto di Palagonia, c'è un fermo

Una persona è stata fermata dai carabinieri nell’ambito delle indagini sull'omicidio, avvenuto ieri a Palagonia (Catania) di Francesco Barbanti, 45 anni, ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco lungo la strada che collega Palagonia e Militello Val di Catania.

Le indagini dei militari, durate tutta la notte, si sono concentrate sulla sfera personale dell’uomo, che era incensurato e gestiva a Palagonia unàattività di soccorso stradale e demolizioni di auto. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Caltagirone.

Barbanti è stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco - da 5 a 7 - mentre era vicino alla sua automobile parcheggiata lungo la strada, verosimilmente partiti da una pistola a tamburo perché non sono stati ritrovati bossoli. Alcuni proiettili hanno colpito un muro.

Almeno sei colpi di pistola hanno raggiunto e ucciso Francesco Barbanti, celibe, incensurato, ex titolare di un’attività di soccorso stradale e demolizioni di auto. Gli spari sono stati esplosi da una distanza minima, causando diversi fori in parti vitali. Dopo essere sceso dal suo mezzo, una Ford Fiesta, Barbanti ha subito trovato la morte. Non avrebbe nemmeno tentato di dileguarsi, accasciandosi ai margini della sede stradale.

Barbanti ha sicuramente affrontato i suoi “sicari” a mani nude, ai quali ha probabilmente dato un appuntamento nella contrada rurale. Avrebbe dovuto “chiarire” qualche controversia, fornendo qualche garanzia che, invece, l’altra parte ha rigettato con violenza.

Desta qualche perplessità la posizione della macchina, che gli investigatori hanno ritrovato (in direzione di Palagonia) nell’opposto senso di marcia. Dovrebbe essere esclusa l’ipotesi di un inseguimento da parte degli assassini, almeno due, che hanno poi fatto perdere ogni traccia. Barbanti è sicuramente giunto dal centro militellese, percorrendo i cinque chilometri che separano l’abitato dal luogo dell’agguato.

I primi accertamenti ambientali sono stati eseguiti dai carabinieri di Militello, con il supporto tecnico della Scientifica del Comando provinciale dell’Arma e della Compagnia di Palagonia, che coordina le indagini per conto della Procura di Caltagirone. Sarebbero almeno due le “piste” seguite dagli investigatori, che avrebbero scartato la tesi del delitto per motivi passionali.

L’ipotesi privilegiata sarebbe quella di un regolamento di “conti” per questioni commerciali o per pendenze economiche. Nel suo curriculum giudiziario non sono stati trovati elementi di particolare rilievo, tralasciando sviluppi processuali e denunce che, in base ai primi riscontri, sarebbero stati prevalentemente legati a rapporti commerciali e compravendite.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa