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Università di Catania: organi azzerati, dal Cga l'obbligo di rivotare

Il rettore Giacomo Pignataro dovrà provvedere al rinnovo entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. In caso di inadempienza lo farà il commissario ad acta già nominato

Sentenza del Cga azzera cariche dell'Università di Catania

Piazza Università, sede centrale Ateneo di Catania

Su un punto sembrano essere tutti d’accordo. La sentenza dei giudici del Cga di Palermo è definitiva e non ammette repliche o ulteriori, eventuali passaggi. Gli organi statutari dell’Università di Catania sono decaduti e dovranno essere rieletti. Consiglio di amministrazione, senato accademico, rettore e direttore generale, quest’ultimo per la verità è una nomina. Era quello che aveva chiesto nel suo ricorso prima al Tar di Catania, che lo aveva respinto quasi un anno fa e poi in appello proprio al Cga, la docente universitaria Febronia Elia, componente del Consiglio di amministrazione dell’ateneo.

Ma ecco il dubbio, l’appiglio probabilmente interpretativo al quale aggrapparsi, o forse anche no. Nelle venti pagine che compongono la sentenza i giudici del Consiglio di giustizia amministrativa di Palermo hanno “visto, preso atto, ritenuto e sancito” e hanno deciso facendo riferimento anche a norme e leggi specifiche «obbligando il magnifico rettore del predetto ateneo - si legge tra l’altro - di avviare senza indugio e comunque non oltre trenta giorni dalla notificazione della presente decisione a cura della parte interessata (o della sua comunicazione in via amministrativa, se anteriore) le procedure per la ricostituzione degli organi statutari dell’Università».

Un’imposizione netta e chiara con un avvertimento: «In caso di persistente inottemperanza - è specificato tra l’altro - e/o di inutile decorso del termine assegnato, nomina commissario ad acta il segretario generale in carica presso la presidenza del Consiglio dei ministri con l’incarico di eventualmente adottare gli atti e i provvedimenti idonei e strumentali all’adempimento degli obblighi sopra indicati».

Nessun dubbio quindi, almeno così sembra. Decadono tutti, anche il rettore. Ma allora perché incaricare lo stesso “Magnifico” ad avviare lui, “le procedure per la ricostituzione dei nuovi organi?” Il rettore resta in carica e decade se non ottempera o deve considerarsi decaduto e, come prassi vuole quando il mandato è scaduto, procedere ad avviare le nuove elezioni consegnando tutto al “decano” che poi garantisce ed espleta?

Sarebbe quest’ultima la decisione dei giudici, la versione corretta e senza fraintendimenti alcuno. C’è però chi interpreta proprio l’incarico al rettore come una sorta di esclusione dalla decadenza, “punizione” che scatterebbe nel caso di non applicazione della sentenza. Ermetica, o forse anche in questo caso ben chiara è la nota ufficiale emessa dallo stesso rettore, Giacomo Pignataro, che recita: «La sentenza 243/2016 resa dal Cga e pubblicata in data odierna (ieri per chi legge ndr) è oggetto di attenta valutazione per provvedere alla sua compiuta applicazione, fermo restando che le procedure per la ricostruzione di alcuni degli organi statutari (senato accademico, Consiglio di amministrazione e collegio dei revisori dei conti) sono già in corso.

Si chiude quindi, almeno questo è quel che sembra, una lunga diatriba all’interno dell’Università catanese fatta di accuse, non pochi veleni, ricorsi e contro ricorsi. Nel suo ricorso la professoressa Elia chiedeva «l’accertamento dell’illegittimità del silenzio inadempimento all’avvio del procedimento per la costituzione dei nuovi organi statutari e tra l’altro anche l’accertamento deel “Magnifico” di avviare le procedure per la costituzione dei nuovi organi»

Oggetto del contendere proprio la carta statutaria, firmata peraltro nel 2011 dall’ex rettore Antonino Recca, che aveva sollevato una serie di appunti già da parte del Ministero e del Miur, con i ricorsi che furono respinti in primo grado e in appello. Alcune modifiche ulteriori e successive hanno scatenato una nuova “battaglia” culminata con la sentenza sancita nella Camera di consiglio del 25 maggio scorso e pubblicata ieri.

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commenti 3
  • S.Albergo

    30 Luglio 2016 - 16:04

    Se si legge il dispositivo della sentenza ci si accorge che rimanda ad un articolo della legge Gelmini: "l’obbligo a carico del Rettore di avviare senza indugio, e comunque non oltre trenta giorni dalla notificazione della presente decisione a cura della parte interessata (o della sua comunicazione in via amministrativa, se anteriore), le procedure per la costituzione dei nuovi organi statutari (ai sensi dell’art.2 comma 8 della L. n.240 del 2010);" Nell'articolo richiamato dalla sentenza è scritto molto chiaramente se il Rettore sia uno degli organi che decade oppure no. Commento di S.Albergo

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  • S.Albergo

    30 Luglio 2016 - 17:05

    Se si legge il dispositivo della sentenza ci si accorge che rimanda ad un articolo della legge 240/2010: "l’obbligo a carico del Rettore di avviare senza indugio, e comunque non oltre trenta giorni dalla notificazione della presente decisione a cura della parte interessata (o della sua comunicazione in via amministrativa, se anteriore), le procedure per la costituzione dei nuovi organi statutari (ai sensi dell’art.2 comma 8 della L. n.240 del 2010);" Proprio nell'articolo richiamato dalla sentenza è scritto se il Rettore sia uno degli organi che decade oppure no.

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