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Migranti, soccorsi senza tregua: salvati in migliaia, cinque i morti

Più di 5000 profughi sono stati recuperati in tre giorni nel Canale di Sicilia. Nel porto di Palermo 650 migranti sono sbarcati dalla nave Dattilo

Migranti, soccorsi senza tregua:  salvati in migliaia, cinque i morti

Migranti tratti in salvo

ROMA- Continuano senza sosta, nel Canale di Sicilia, gli interventi di soccorso a gommoni e barche malandate che salpano dalle coste africane stipate fino all’inverosimile da profughi - tra i quali donne, bambini e tanti adolescenti - che cercano scampo a guerre e miseria entrando in Europa dalla porta mediterranea dell’Italia. Da venerdì, sono stati circa 5500 i migranti tratti a bordo dalle navi del dispositivo di sicurezza che pattuglia le acque dove i trafficanti di uomini trasportano in mezzo a soprusi e violenze di ogni tipo, il loro carico di disperazione. Non tutti ce la fanno, nonostante i salvataggi.

Oggi ci sono state cinque vittime, cinque uomini che alla vista dei soccorsi - insieme ad altri compagni di traversata - si sono gettati a mare, o forse ci sono finiti per le spinte, e sono morti annegati nonostante i tentativi di rianimazione. Storie ordinarie di un esodo costante che sta mettendo in crisi il sistema di accoglienza, già malandato.


Più di 1100 migranti oggi sono stati tratti in salvo e sono stati trasbordati su due sole navi: Nave Vega con 723 persone più una vittima, con porto ancora da definire, e Topaz Responder con 381 persone e le altre 4 vittime, che probabilmente andrà a Catania. Ieri le persone soccorse sono state 935, venerdì 3400. «Nel giro di 48 ore sono stati portati in Italia altri cinquemila clandestini dal governo Renzi e dalle operazioni che la sinistra ha concordato a livello internazionale. «Si intende andare avanti così ogni giorno?», ha chiesto polemico Maurizio Gasparri di Forza Italia invocando lo stop a quella che definisce una «autoinvasione».

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Nel porto di Palermo oggi sono sbarcati 650 migranti a bordo della nave della marina militare Dattilo. Provengono da Somalia, Libia Bangladesh, Ghana, Nigeria, Costa D’Avorio, Camerum, Egitto, Congo e Senegal. Sul molo, come ormai di consueto, c'erano anche gli uomini della squadra mobile e della Guardia di Finanza per individuare gli scafisti.

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