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Un caffè e una lite violenta prima dell'omicidio di Marina Zuccarello

Agostino Siciliano ha atteso che l'ex suocera restasse sola per poterla affrontare nella casa di campagna di Madonna degli Ammalati a Misterbianco

Un caffè e una lite violenta prima dell'omicidio di Marina Zuccarello

Agostino Siciliano, accusato dell'omicidio di Marina Zuccarello

Misterbianco (Catania) - Ecco chi è Agostino Siciliano, l'uomo di 32 anni che sabato scorso ha ucciso, sgozzandola, la sua ex suocera Marina Zuccarello. I carabinieri del Comando provinciale di Catania hanno diffuso la sua foto, svelando il volto di un assassino che poche ore dopo il delitto avrebbe riconosciuto di "aver fatto una sciocchezza". Ma quello che si è consumato nella villetta di Madonna degli Ammalati, a Misterbianco, è stato tutt'altro che una sciocchezza. Una donna di 55 anni, trovata senza vita, sgozzata, uccisa dopo un caffè e una lite. Siciliano, laureato in ingegneria e originario di Taranto dove vive, voleva incontrare la vittima per convincerla a non opporsi al suo  rapporto con la figlia più piccola della Zuccarello. La relazione era già finita da alcuni mesi, ma l'uomo si era probabilmente convinto che avrebbe potuto avere un sostegno dalla madre dell'ex fidanzata conosciuta su Internet e con la quale era stato due anni. L'omicida aveva atteso sin dalle quattro del mattino, che uscisse il marito della vittima, Salvatore Palazzolo, per affrontare la donna.

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Non era quello di sabato il primo tentativo di riconciliazione, in quanto pare che l’omicida tra maggio e giugno era ritornato in Sicilia per incontrare il papà  ma senza riuscire a riallacciare il rapporto con la figlia. Probabilmente gli scatti d’ira del giovane e gli atteggiamenti violenti avevano fatto emergere il lato nascosto dell’assassino che aveva convinto sia la sua ex ragazza che l’intero nucleo familiare ad interrompere questo rapporto.

 
Sicuramente la discussione, sabato mattina, con la vittima all’interno della casetta di campagna si sarà accesa. Lo dimostrano il tavolo spostato, il fornellino a terra e un recipiente da cucina rotto che potrebbe essere la prima arma con cui è stata colpita la Zuccarello, forse anche dopo aver sorbito un caffè, dal momento che la macchinetta è stata trovata accesa. Il fendente alla gola, però, non lascia dubbi sulle intenzioni dell’omicida, sia per la lunghezza del taglio che per la profondità dello stesso che gli ha troncato le arterie. Il giovane, infatti, quando i carabinieri lo hanno trovato in provincia di Cosenza, aveva gli abiti sporchi di sangue, così come li aveva il signor Palazzolo nel tentativo di soccorrere la moglie appena aperta la porta di casa. Questa mattina è stata effettuata l'autopsia.

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