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Vendeva falsi posti di lavoro, arrestato truffatore seriale a Catania

L’uomo, rinchiuso nel carcere di Bicocca, deve scontare quattro anni e mezzo di reclusione per truffa. A suo carico ci sarebbero però anche numerose denunce per lo stesso reato presentate nel 2015 alla sezione antiracket della Questura etnea da soggetti che sarebbero stati vittime di false promesse di lavoro e di sostegno economico

Vendeva falsi posti di lavoro, arrestato truffatore seriale a Catania

L’uomo, rinchiuso nel carcere di Bicocca, deve scontare quattro anni e mezzo di reclusione per truffa. A suo carico ci sarebbero però anche numerose denunce per lo stesso reato presentate nel 2015 alla sezione antiracket della Questura etnea da soggetti che sarebbero stati vittime di false promesse di lavoro e di sostegno economico.

A spingerle e a convincerle a denunciare, l’associazione Confedercontribuenti, che rimarca l’arresto dell’uomo attraverso il suo presidente nazionale Carmelo Finocchiaro: «Approfittando dello stato di necessità di molta gente alla disperata ricerca di un posto di lavoro - dice Finocchiaro -Bonanno, spacciandosi per funzionario regionale, ha intascato denaro da circa due, trecento persone che, convinte di avere una possibilità di lavoro, gli versavano da tre, a quattrocento e in più casi fino anche a cinquecento euro ciascuno».

Secondo Confedercontribuenti, l’uomo “vendeva” posti di lavoro alla Regione facendo leva sull’ingenuità e sulla buona fede di numerosi disperati e riuscendo a truffare anche interi nuclei familiari. «Abbiamo sentito da subito puzza di bruciato - aggiunge il presidente dell’associazione - tanto da attivarci immediatamente e mettere in guardia su chi in realtà fosse davvero Bonanno. Ci risulta che l’uomo in vari casi avrebbe anche ricevuto le sue “vittime” direttamente a Palermo negli uffici, non sappiamo ancora bene in quali e come facesse, dell’assessorato regionale alla Presidenza. Secondo quanto dichiaratoci da molti denuncianti alcuni incontri si sarebbero svolti anche all’interno del palazzo dell’Esa di Catania. Non sappiamo se Bonanno possa anche essersi servito di qualche complice».

Un giro d’affari che secondo Confedercontribuenti avrebbe sfiorato i centomila euro: «Basta fare due conti, moltiplicare il numero dei truffati, non tutti hanno denunciato, per le somme versate nella speranza di ottenere un posto di lavoro». Gli uomini della sezione antiracket della Questura, su delega della Procura, avrebbero svolto numerose indagini coordinate dall’ex sostituto procuratore Giovannella Scaminaci, da qualche mese trasferita a Messina con il ruolo di procuratore aggiunto. Non resta che attendere per conoscere gli eventuali sviluppi dell’inchiesta e verificare se ci saranno ulteriori sviluppi e provvedimenti nei confronti dell’uomo.

«La nostra prossima mossa - annuncia Finocchiaro - sarà quella di richiedere il risarcimento danni».

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