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Riduce in fin di vita il rivale in amore

Quattro colpi di pistola per Antonio Erba, 29 anni. Il responsabile già arrestato seguendo il gps del suo cellulare

A dare le prime indicazioni ai militari sarebbe stata proprio la vittima, arrivata in elisoccorso all’ospedale “Cannizzaro” di Catania ed ora ricoverata in prognosi riservata presso l’Unità spinale. Il giovane è rimasto riverso a terra per oltre mezz’ora, a faccia in giù, con la guancia adagiata sul basolato lavico. Immobile, con una pallottola che lo ha raggiunto alla schiena, toccandogli la colonna vertebrale per poi quasi fuoriuscire dall’addome e con ferite anche alle gambe. Ma cosciente. Affianco a lui, in un gesto di umanità, un maresciallo dei carabinieri della stazione di Biancavilla gli ha parlato, cercando di confortarlo, in attesa che da Bronte arrivasse un’ambulanza. «Mamma, mamma», ha urlato in un misto di lamento e pianto, appena arrivata la madre. «Bastardi, bastardi, che ti hanno fatto?».

Il 29enne è stato sorpreso mentre, a piedi, percorreva via San Zenone (traversina del centro storico di Biancavilla, a pochi passi dall’istituto delle suore salesiane) e tornava da lavoro verso la sua abitazione della vicinissima via Palmiro Togliatti. Lo scorso maggio proprio sotto casa gli era stata incendiata l’auto, una Ford Focus: episodio che adesso potrebbe essere valutato sotto un’altra ottica.

Maggiori dettagli dovrebbero essere forniti nella giornata di oggi da parte dei carabinieri. I militari della stazione di Biancavilla con i colleghi della compagnia di Paternò e del Nucleo Operativo Radiomobile hanno risolto il caso in un lampo, individuando in poche ore il presunto autore delle pistolettate. A maggio, l’uomo era stato arrestato, poi posto ai domiciliari in casa dei genitori e quindi rimesso in libertà, per maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie. La donna, per un periodo assistita dal centro Calypso di Biancavilla, era stata rifugiata con i figli fuori provincia. Recentemente il ritorno nel paese etneo ed il riavvicinamento al marito, il quale –secondo la ricostruzione degli investigatori– per togliere gli strascichi di una precedente relazione, ha pensato di impugnare una pistola e fare fuoco in pieno giorno contro il “terzo incomodo”.

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