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Approdi troppo cari. Alle Eolie così si "uccide" il turismo

Lo rileva la sezione di Catania della Lega navale italiana che ha inviato una lettera ai sindaci dei principali comuni dell'arcipelago dopo aver effettuato un tour nelle isole

Approdi troppo cari. Alle Eolie così si "uccide" il turismo

CATANIA - Un «atteggiamento che uccide il turismo non permettendo alle attività commerciali di evolversi». Lo scrive la sezione di Catania della Lega navale italiana in una lettera inviata ai sindaci di Lipari, Santa Marina Salina, Leni e Malfa nella quale evidenzia il «problema degli approdi, spesso a costi esorbitanti e privi dei servizi anche più basilari» nelle Isole Eolie, che «invece dovrebbero crescere».

La lettera è stata inviata al termine di un tour nelle Isole Eolie, durante il quale sono state rilevate «problematiche che affliggono i diportisti che decidono di avvicinarsi all’arcipelago». La sezione etnea della Lega navale italiana si propone per «una consulenza gratuita per organizzare e adeguare gli approdi per i diportisti, così da mettere fine a quelle problematiche che danneggiano l’economia, l’ambiente e l'immagine dell’arcipelago». «Nessuna possibilità di approdo - scrive la lega navale - e nessun servizio in mare» a Stromboli, dove è lasciata «all’illegalità la gestione di boe posizionate privatamente per poter stazionare in zona».

Nella lettera si parla di «numerosi campi boe» a Panarea, dove «purtroppo i costi sono altissimi a fronte di servizi pressoché inesistenti». "Costi fuori del comune» anche a Salina, dove i diportisti «si affidano a soluzioni alternative. «La sorpresa - prosegue la nota - è stata grande quando abbiamo appreso che se non si paga una quota a dei signori le cime delle barche potrebbero essere tagliate». A Lipari, tranne che nel pontile 'Portrosalvò, sono segnalati «costi altissimi» nei pontili galleggiati, in «nessuno dei quali è presente un servizio toilette e/o doccia» e dove "alcuni privati affittano boe a costi alti senza fatture o scontrini di sorta». «A Vulcano - conclude la nota - ci sono due concessioni, una piccolissima solamente per l’estate ed una più stabile ma con costi esorbitanti. Quest’ultima è senza servizi e con l’acqua solamente per quattro 4 ore al giorno e se si chiede di usufruire del bagno si viene inviati al bar di fronte».

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