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Riforma elettorale, resta la doppia preferenza di genere

L’Assemblea regionale siciliana ha respinto l'emendamento aggiuntivo alla riforma che cancellava la norma attuale prevedendo liste con metà donne e metà uomini. L’emendamento è stato bocciato con il voto segreto

Riforma elettorale, resta la doppia preferenza di genere

PALERMO - Salva la doppia preferenza di genere. L’Assemblea regionale siciliana ha respinto l'emendamento aggiuntivo alla riforma elettorale per gli enti locali che cancellava la norma attuale prevedendo liste con metà donne e metà uomini.

L’emendamento è stato bocciato con il voto segreto: 33 i favorevoli, 36 i contrari e un astenuto. La votazione è stata anticipata da un fitto dibattito con l'intervento in aula delle deputate del Pd a difesa della doppia preferenza di genere, contro cui invece hanno votato parte del centrodestra e i 5stelle. Contro l’ipotesi dell’abolizione nei giorni scorsi si erano espressi il ministro Maria Elena Boschi e il presidente della Camera Laura Boldrini.

«La Sicilia non torna indietro: il voto dell’Ars è un segnale di maturità del Parlamento regionale». Lo dicono le parlamentari regionali del PD Alice Anselmo, Marika Cirone Di Marco, Mariella Maggio, Antonella Milazzo, Concetta Raia e Valeria Sudano, insieme con gli altri parlamentari regionali Dem, a proposito del voto con il quale l'Ars ha bocciato l’emendamento che avrebbe cancellato la doppia preferenza di genere per l’elezione dei consiglieri comunali. «Il PD - aggiungono - si è battuto apertamente in questa direzione. Lo abbiamo detto fin dall’inizio: per noi questo era un punto fermo della riforma elettorale». 

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