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Risorse Ue per la Sicilia, è già corsa per 891 milioni

Fondi 2014/20. A settembre primi bandi Po-Fers: entro il 2018 bisogna spendere il 20% dei 4,4 miliardi totali. Crocetta striglia i dirigenti: «Obiettivi da raggiungere»

Risorse Ue per la Sicilia, è già corsa per 891 milioni

A settembre la Regione pubblicherà i primi bandi per il prossimo triennio. Tecnicamente si chiama: Programmazione attuativa 2016-2017-2018 del Po Fesr Sicilia 2014-2020, che ammonta a 4 miliardi 458 milioni circa (il Piano di sviluppo rurale, circa 2 miliardi, è gestito a parte).

La programmazione intermedia, secondo le direttive europee, dovrebbe consentire, entro il 2018, di spendere 758 milioni di euro, pari al 17% dell’ammontare complessivo. Però, la Regione ha programmato una spesa superiore, cioè: 891 milioni di euro, pari al 20%. Entro il 2020 si dovranno utilizzare ulteriori 3 miliardi 517 milioni circa che dovranno essere certificati entro il 2022, mentre la valutazione finale sarà nel 2024. C’è il tempo necessario per spendere bene queste risorse.

Come ha spiegato il dirigente generale della Programmazione, Vincenzo Falgares, «nel 2019, dopo la verifica sullo stato di attuazione con la cosiddetta “performance review”, la Commissione europea attribuirà la riserva di efficacia alle priorità che avranno conseguito i target intermedi. Laddove invece questo risultato non sarà conseguito in maniera soddisfacente, saranno possibili sanzioni».

Insomma, non sono ammessi ritardi ed errori, come avvenuto nel passato. Ritardi ed errori che hanno costretto l’amministrazione regionale a ritirare bandi e riprogrammare continuamente la spesa. I dirigenti generali sono stati avvertiti dal presidente della Regione, Rosario Crocetta: «La loro valutazione sarà fatta in base agli obiettivi da raggiungere sulla spesa europea».

Sono parecchie le risorse destinate alle imprese che potranno riammodernarsi e dotarsi di tecnologie per migliorare le produzioni ed essere competitive sui mercati internazionali.

Per raggiungere l’obiettivo di 891 milioni spesa - 141 milioni in più rispetto al target minimo di 750 milioni - Ricerca e Innovazioni dovrebbero contribuire, entro il 31 dicembre del 2018, con investimenti per 118 milioni di euro; gli Aiuti alle imprese, con 128 milioni di euro; Energia sostenibile e qualità della vita con 118 milioni di euro; Ambiente, Risorse culturali e Turismo, con 124 milioni di euro.

A metà del cammino, insomma, si potrà verificare quali misure marceranno speditamente e quali, invece, saranno più frenate. Secondo il presidente della Regione, Crocetta, ciò non dovrebbe accadere, «perché i bandi saranno prevederanno tempi brevi e saranno scritti in maniera chiara. Entro 30 giorni dovranno essere fornite le risposte, altrimenti scatterà il meccanismo del silenzio-assenso del quale poi il responsabile del procedimento amministrativo, il dirigente del servizio e il dirigente generale dovranno rendere conto. Contestualmente, saranno chieste le informative antimafia dei titolari delle imprese che parteciperanno ai bandi.

Importanti finanziamenti sono destinati anche alla salvaguardia dell’ambiente: dal risanamento delle aree colpite da dissesto idrogeologico alla bonifica delle aree più inquinate della Sicilia.

Inoltre, sono previsti interventi di supporto alla nascita di nuove imprese sia con incentivi diretti sia con l’offerta di servizi e sia attraverso interventi di micro-finanza. E’ pure programmato il potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche per l’espansione del credito in sinergia tra sistema nazionale e sistemi regionali di garanzia, con la valorizzazione del ruolo dei confidi più efficienti ed efficaci. Sono ben 64 azioni combinate tra loro che dovrebbero cambiare la struttura socio-economica della Sicilia. Anche perché l’investimento di tutte le risorse messe in campo da Ue e Stato, non solo dovrebbe consentire di creare nuova occupazione, ma farebbe aumentare anche le entrate erariali: Iva e Irpef innanzitutto. Si dovrebbe innescare un circuito virtuoso. «Dobbiamo cominciare a renderci conto che in Sicilia le cose sono cambiate e in meglio», ripete da giorni Crocetta. Ma il condizionale in una terra già troppe volte illusa è d’obbligo.

VADEMECUM: le 17 principali azioni: progetti, destinatari, procedura e fondi:

1 - Sostegno per l'acquisto di servizi per l'innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale delle imprese (bando a sportello). La somma da spendere entro il 31 dicembre 2018 è di 19,6 milioni. Beneficiarie le Pmi. Per il settennio 2014-2020, 28 milioni di euro.

2 - Sostegno alla valorizzazione economica dell'innovazione attraverso la sperimentazione e l'adozione di soluzioni innovative nei processi, nei prodotti e dell'industrializzazione dei risultati della ricerca (avviso pubblico di selezione); reti d'impresa e grandi imprese. Da spendere 7 milioni di euro sui 56 milioni previsti per il periodo 2014-2020

3 - Sostegno all'avanzamento tecnologico delle imprese (avviso pubblico); imprese singole o associale. La spesa prevista entro il 31 dicembre, 12 milioni di euro, su complessivi 56 milioni di euro.

4 - Supporto alla realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo (procedimento negoziale); Pmi, grandi imprese, enti, fondazioni, privati: 48 milioni. Lo stanziamento complessivo è di 124, 2 milioni.

5 -Sostegno alle infrastrutture della ricerca considerate strategiche (imprese, aziende sanitarie, enti di ricerca pubblici e privati). Entro la fine del 2018, da spendere 22 milioni 424 mila euro su 56 milioni.

6 - Contributo all'attuazione del "progetto strategico azienda digitale per la banda ultra larga” (Ufficio per il coordinamento dei sistemi informativi regionali). La spesa prevista è di 50 milioni 860 mila euro, su 231,6 milioni;

7 - Potenziamento del sistema delle garanzie pubbliche per l'espansione del credito in sinergia tra sistema nazionale e sistemi regionali di garanzia, favorendo forme di razionalizzazione che valorizzi anche il ruolo dei confidi più efficienti ed efficaci. Previsti 39 milioni, su complessivi 102,6

8 - Realizzazione di reti intelligenti di distribuzione dell'energia elettrica (Regione, enti locali, enti pubblici, imprese). Proceduta a sportello: 45 milioni di euro, su compessivi 90 milioni di euro;

9 - Realizzazione di infrastrutture e nodi di interscambio finalizzati all'incremento della mobilità collettiva e alla distribuzione ecocompatibile delle merci e relativi sistemi di trasporto (ente pubblico statale), 60 milioni su 402 totali.

10 - Interventi di messa in sicurezza e per l'aumento della resilienza dei territori più esposti (interventi di messa in sicurezza dei territori più esposti a rischio geologico (enti locali, Regione), 76 milioni di euro, su complessivi 164 milioni 580 mila euro.

11 - Interventi di manutenzione e rinaturalizzazione di infrastrutturee servizi eco sistemici funzionali alla riduzione del rischio connessi ai cambiamenti climatici (Enti locali, Regione): 13 milioni su complessivi 26,2

12 - Recupero e allestimento degli edifici pubblici strategici destinati a centri funzionali e operativi: 8 milioni 621mila, pari al finanziamento complessivo.

13 - Realizzare le azioni previste nei piani di prevenzione per promuovere la diffusione di pratiche di compostaggio domestico e di comunità: 8 milioni su complessivi 16 milioni;

14 - Realizzare i migliori sistemi di raccolta differenziata e un’adeguata rete di centri di raccolta: 11 milioni di eruo su complessivi 12 milioni 472 mila euro.

15 - Bonifica aree inquinate secondo priorità del Piano regionale delle bonifiche: 3,5 milioni su complessivi 20.

16 - Realizzazione di impianti per lo smaltimento dell’amianto. Entro il 2018 si dovranno spendere 3 milioni di euro, su una disponibilità di 23 milioni.

17 - Interventi per la tutela e la valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica tali da consolidare e promuovere processi di sviluppo: 32 milioni di euro su complessivi 48.

18 - Completare le infrastrutture strategiche relative agli archi e ai nodi della rete centrale europea ed in particola “grandi progetti” ferroviari (raddoppio fevvoriaviario Palermo- Carini): 41 milioni di euro.

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