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Il ministro e i prof trasferiti: «1400 rientreranno in Sicilia, non si parli solo di "deportati" al Nord»

«L'algoritmo non è un’entità metafisica, è un modello matematico, condiviso coi sindacati, che parte da un dato oggettivo: l’80% degli insegnanti è meridionale, il 65% dei posti al Centro-Nord»

Il ministro Giannini sui trasferimenti: «1400 insegnanti rientreranno in Sicilia, non si parli solo di prof deportati al Nord»

«L'algoritmo non è un’entità metafisica, è un modello matematico, condiviso coi sindacati, che parte da un dato oggettivo: l’80% degli insegnanti è meridionale, il 65% dei posti al Centro-Nord. Abbiamo visto solo i prof deportati, in piazza, come i 110 siciliani che dovranno partire. Ma ci sono anche i 1400 che da anni insegnavano al Nord e che con questo piano sono rientrati in Sicilia. Comunque col tempo, anche il piano per l’inclusione avrà bisogno di più insegnanti al Sud, e questo gap tenderà a ridursi».

Così, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in merito all’algoritmo per i trasferimenti dei docenti. «Il concorso - spiega - è per sua natura selettivo, deve essere basato sulla qualità. Anche se non è ancora finito, posso dirle che non stiamo bocciando tutti: si va verso una media del 50% dei promossi, che non mi sembra un numero sorprendente, considerando che non c'erano prove selettive. Ma siccome era un concorso per abilitati, dobbiamo porci il problema del modo in cui facciamo le abilitazioni: tra Sis, Pas, Tfa, non c'è stata grande chiarezza. Noi proporremo un unico percorso chiaro che sia abbinato al concorso, in modo da far sì che chi sceglie di fare l’insegnante, non lo prenda come un ripiego, ma una scelta di vocazione».

«Stiamo vigilando in maniera sistematica, glielo assicuro - aggiunge il ministro -. Con questi grandi numeri non è possibile del tutto escludere anomalie. Ma credo di essere l’unico ministro della Repubblica ad avere contattato personalmente i presidenti di commissione laddove c'erano questioni gravi. Distinguiamo però le anomalie, che saranno osservate e sanzionate, dal dato un po' più soggettivo. In un Paese in cui i concorsi non sono stati la normalità, è facile dire "valutiamo" sì, ma non nel mio cortile».

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