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Da Torino a Catania il "piano marshall" per i giovani della "Piazza dei Mestieri"

Attualmente a Torino, 600 adolescenti stanno studiano per la qualifica e il diploma e altri 200 stanno frequentando l’Its mentre a Catania, stanno studiando 800 ragazzi alternando esperienza scolastica e lavorativa

Da Torino a Catania il "piano marshall" per i giovani della "Piazza dei Mestieri"

Il riscatto di giovani in difficoltà passa anche dall’eccellenza del cibo. Da prodotti come birra e cioccolato. Hanno pensato questo, dodici anni fa, i creatori di "Piazza dei Mestier", realtà torinese nata nel 2003 poi allargatasi a Catania nel 2012 con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica attraverso una proposta educativa in grado di fondere scuola e lavoro in una «via italiana al sistema duale, in cui la parte lavorativa sta all’interno della stessa opera educativa». L’iniziativa verrà presentata in un incontro del Meeting di Rimini.

Il progetto, nel dettaglio, si è avviato nel 2003 con il recupero dello stabilimento delle "Concerie Florio" a Torino dove sono stati ricavati 7mila metri quadri, i cui locali si affacciano su una corte, luogo di incontro, appunto, rinato come "Piazza dei mestieri". Una scuola di formazione e avviamento al lavoro che integra una pluralità di funzioni in grado di ospitare attività di tipo formativo, informativo, culturale, ricreativo, lavorativo e aggregativi.

Da quell'idea, "spuntata" da un gruppo di amici, qualche migliaio di giovani è transitato per la "Piazza", sperimentando il rapporto stretto tra l’apprendimento scolastico e il lavoro, in particolare nel settore gastronomico, partendo dalla birra artigianale e dal cioccolato. Un percorso di successo, tanto che i vertici della struttura piemontese presenteranno, al Meeting, una sorta di "Piano Marshall" per i giovani. 

«Siamo partiti - racconta Dario Odifreddi, presidente della Fondazione Piazza dei Mestieri - come gruppo di amici dispiaciuti e decisi a fare qualcosa per i tanti giovani che, in difficoltà, abbandonavano gli studi. Abbiamo pensato che dovessimo far vedere loro qualcosa di bello, perché la bellezza nobilita l’uomo e soprattutto i giovani, e poi mettere insieme l'educazione e il lavoro. Volevamo che i ragazzi lavorassero veramente e che lo facessero in un ambiente educativo, così - argomenta - è nata una sorta di via italiana al sistema duale e la parte lavorativa sta all’interno dell’opera educativa».

Nel corso degli anni, seguendo un percorsi di studio e lavoro, sono nati un birrificio artigianale e un laboratorio del cioccolato, un pub, un ristorante, una tipografia, un laboratoratorio per il pane e la pasticceria, un laboratorio di acconciatura e da quest’anno un atelier di 'L'Oreal' dopo dieci anni di partnership.

Attualmente a Torino, 600 adolescenti stanno studiano per la qualifica e il diploma e altri 200 stanno frequentando l’Its mentre a Catania, stanno studiando 800 ragazzi alternando - tutti - esperienza scolastica e lavorativa. «All’inizio - ha sottolineato Odifreddi - avevamo più ragazzi in difficoltà, con problemi scolastici, con famiglie il cui Isee è sotto i 10.000 euro, il 13% stranieri, ora» la situazione «è più equilibrata, la metà dei ragazzi ci sceglie» per le opportunità formative.

Adesso, argomenta Odifreddi, «l'idea è di presentare» domani al Meeting, «un piano Marshall per l’educazione e il lavoro per i giovani perché si avvii una operazione culturale che metta questo tema come priorità assoluta del Paese. In seconda battuta - ha concluso - il piano deve essere flessibile tenendo presente l'obiettivo finale».

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commenti 1
  • piertoussaint

    24 Agosto 2016 - 17:05

    grande, vera educazione, una grande opportunità che farà crescere la Sicilia

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