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«Donate sangue» L'appello di Marika scampata alla furia del padre assassino

Con la sorella Laura, uccisa a 11 anni, fu vittima due anni fa della tragedia a San Giovanni La Punta. Rimasta ferita, è sopravvissuta grazie al gesto di tanti donatori

«Donate sangue» L'appello di Marika scampata alla furia del padre assassino

«Una persona muore solamente quando viene dimenticata». Laura, allora sarà immortale. Una grande folla silenziosa ma con il dolore nel cuore e negli occhi ha voluto ricordare il secondo triste anniversario della morte della piccola Laura “Lallipop” Russo, l’11enne uccisa a San Giovanni La Punta dalla mano del padre che si è trasformato in un mostro.

Grazie all'associazione Dragonesi senza Frontiere, presieduta da Giuseppe Giuffrida e Simone Coco, si è svolta una fiaccolata per non dimenticare. Durante la manifestazione si è registrata una forte commozione quando si è attraversata la strada dove risiedeva la piccola Laura e dove purtroppo ha perso la vita. Una casa che è diventata scenario di una tragedia inspiegabile. Gli abitanti della zona ricordano ancora, e con vivo dolore, l'urlo in piena notte della ragazzina accoltellata dal padre. Un urlo in un assordante silenzio.

Durante la fiaccolata, accanto alla mamma Giovanna, anche la signora Vera, madre di Giordana, anche lei uccisa per mano di un uomo. Domani, dalle 17 alle 21, nella villa comunale di Valverde si svolgerà una raccolta sangue da parte della Fratres. Una donazione in ricordo della piccola Laura e per la grande forza della sorella Marika. Il 25 agosto di due anni fa, Marika, oggi sedicenne, riuscì a vincere la sua battaglia contro la morte e si svegliò dal coma. Anche lei vittima del padre assassino. La ragazzina ha raccontato la sua storia e la sua voglia di vivere sui social network: una scelta forte e importante per cercare di coinvolgere più persone possibile.

«Ciao a tutti, sono Marika Russo, ho 16 anni, la mia storia non è facile da raccontare, ma in questi giorni voglio condividere con voi alcuni miei momenti di vita. Giorno 22 agosto del 2014 la mia vita è stata stravolta. Quella notte ho perso tanto sangue, entrando in coma. Grazie a persone che non conosco e che sicuramente non conoscerò mai le quali ringrazio infinitamente, dopo tre giorni il 25 agosto, io sono rinata. Fino a quel momento non conoscevo l'importanza del gesto di donare il proprio sangue, oggi vi invito a farlo perché io so cosa vuol dire morire e rinascere».

«Ogni giorno - spiega il vice presidente Coco - è possibile aderire anche alla campagna Giusta pena per Giordana, firmando la petizione su Change.org e invito tutti a farlo perché questa è una battaglia di tutti. Un paese che ammazza le donne non sarà mai un buon posto per nessuno. La nostra associazione – continua - vuole contribuire a diffondere un messaggio forte perché nessuno può usare violenza sull’altro e che il rispetto per la dignità e la vita di una persona è alla base dei valori del vivere civile».

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