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Procura di Palermo apre indagine su gestione rifiuti nel palermitano

Dai tempi biblici della raccolta agli appalti dati alle ditte private per lo smaltimento occasionale: sono alcuni degli aspetti su si concentrerà la magistratura. Nel mirino Carini e Partinico

Procura di Palermo apre indagine su gestione rifiuti nel palermitano

Palermo - La Procura di Palermo ha aperto un’indagine sulla gestione dei rifiuti in diversi comuni del palermitano. Al momento si tratta di un’inchiesta conoscitiva finalizzata ad accertare l’esistenza di eventuali reati. A finire sotto l’occhio dei pm sono le amministrazioni locali della provincia, con particolare attenzione a Carini e Partinico.
L’inchiesta, che per la sua ampiezza costituisce un monitoraggio sulla gestione di diverse fasi del ciclo dei rifiuti, è coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Dino Petralia ed è stata delegata al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza che da domani acquisirà una serie di atti nei Comuni e alla Regione. 

L’indagine trae spunto dalla relazione del direttore generale del Dipartimento Rifiuti dell’assessorato regionale all’Ambiente Maurizio Pirillo che nelle scorse settimane, in piena emergenza, ha inviato al ministero una relazione sulla situazione siciliana. La nota è stata girata per conoscenza anche alla Procura della Repubblica di Palermo che ha deciso di vederci chiaro.
Vari gli aspetti di cui si occuperà l’inchiesta. L’attenzione dei pm si concentra innanzitutto sull'organizzazione della gestione dei Comuni: dai tempi biblici della raccolta, agli appalti dati alle ditte private per lo smaltimento occasionale. Si cercherà di capire ad esempio con quali criteri siano stati incaricate del recupero le ditte di autotrasporto.


E ancora si indagherà sul sistema di smaltimento e sulle discariche sia sotto l’aspetto amministrativo, delle autorizzazioni, dunque, che sotto quello funzionale. Sotto la lente di ingrandimento tutte le discariche in cui conferiscono i comuni palermitani, come quella di Siculiana, che sono in perenne emergenza da difetto di capienza. Al centro delle attività degli investigatori anche i complessi rapporti tra Comuni e Regione, il sistema di biostabilizzazione e la «sorte" delle 15mila tonnellate di rifiuti che in un primo momento sarebbero dovuti finire a Torino.  La Finanza procederà alle acquisizione degli atti e nei prossimi giorni verrà sentito anche il dirigente regionale Pirillo. «Un’emergenza come quella che si è verificata e si verifica continuamente - fanno notare gli inquirenti - ha assunto dimensioni tali che dai reati ambientali, pur gravissimi, si è arrivati a una sistematica violenza contro le persone costrette a convivere con miasmi e cumuli di immondizia».

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