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Sfumature di un’attesa lunga un secolo
nella nuova graphic novel di Sergio Algozzino

A Palermo tre personaggi e altrettante epoche per un racconto corale in forma di fumetto tra scacchi, amore, speranze e delusioni

Sfumature di un’attesa lunga un secolo nel nuovo lavoro di Sergio Algozzino

Per la creazione dei personaggi che animano il racconto (tutti senza nome) Algozzino ha fatto un mix di realtà e finzione. Quello del conte, ad esempio, è ispirato a un nobile realmente vissuto: il conte di Ranchibile. Ricordato da Roberto Alajmo nel Repertorio dei pazzi della città di Palermo, egli aveva fatto voto di andare in pellegrinaggio in Terra Santa (esattamente come nel libro di Algozzino) ma non potendovisi recare decise di percorrere la stessa distanza che intercorre tra la Sicilia e Gerusalemme lungo i viali del suo giardino seguito da un cameriere e dal suo cane. Per quanto riguarda invece gli altri due protagonisti , l’autore ha dato libero sfogo alla fantasia sebbene la terza storia (quella del ragazzo che vive negli anni ‘90) abbia una matrice vagamente autobiografica. «In ogni caso - racconta ancora il fumettista - non volevo mettere al centro me stesso, così mi sono limitato allo spunto iniziale».

Lasciate alle spalle le nostalgiche Memorie a 8 bit del suo lavoro precedente, Sergio Algozzino si cimenta oggi in un romanzo corale che si propone, tra l’altro, di offrire un grande affresco (ma sarebbe meglio dire un acquerello, visto lo stile adottato) sulla sua città. «La Palermo che racconto – continua - è temporalmente distante. Perfino la storia più recente oggi sembra lontanissima, ambientata com’è in un’epoca in cui non esistevano internet e i cellulari». Nel racconto, a un certo punto, il ragazzino degli anni ’90 si domanda quanto sia cambiato il nostro modo di rapportarci a una semplice attesa. «Probabilmente - spiega Algozzino - è cambiato tutto, in particolare ciò che facciamo mentre aspettiamo. Del resto i livelli di frenesia e d’impazienza sono notevolmente diversi rispetto a quindici o vent’anni fa».

A inframezzare la narrazione sono alcune tavole - di diverso stile rispetto a quelle della storia vera e propria - che declinano (spesso con ironia) il tema principale in situazioni del quotidiano, come le attese prima di sostenere un colloquio di lavoro o quelle imposte dal traffico cittadino.

Ricorrenti all’interno della storia sono poi gli scacchi, che non solo sono centrali nella vicenda del secondo protagonista, ma rappresentano anche uno dei collanti tra le tre storie. «La più antica rappresentazione grafica di una partita a scacchi - spiega l’autore all’interno del volume - si trova a Palermo, sul soffitto della Cappella Palatina (anch’essa riprodotta nel fumetto ndr). Re Ruggero II D’Altavilla, fece erigere una chiesa sfruttando le maestranze arabe e fu estremamente tollerante sulle tematiche, lasciando libero sfogo alle loro tecniche pittoriche. Troviamo dunque soggetti originalissimi come banchetti, danze, concerti, lotte e una partita a scacchi».

Nella vicenda che vede il giovane ricco ebreo giocare per corrispondenza con un avversario misterioso ha un ruolo fondamentale l’incontro con un’appassionata lettrice di Stefan Zweig, scrittore molto in voga negli anni Trenta. Non a caso quest’ultimo ha firmato (prima di suicidarsi nel 1942) una Novella degli scacchi in cui narra dei suoi ultimi giorni di vita trascorsi in Brasile, dove si era rifugiato per sfuggire al nazismo. Impossibile non vedere nell’opera (e nei personaggi) dell’autore austriaco un parallelismo con quella del fumettista palermitano: entrambe sono infatti animate da costante tensione.

Storie di un’attesa vuol essere per Sergio Algozzino l’opera della maturità. Se infatti i suoi precedenti lavori sono stati spesso rivolti a nicchie di appassionati (di musica in Ballata per Fabrizio De André e Dieci giorni da Beatle, nostalgici degli anni ’90 in Memorie a 8 bit) stavolta il fumettista si propone davvero a tutti, indagando su un sentimento universale, e dimostrando di saperlo maneggiare con cura.

L’autore
Sergio Algozzino, nato a Palermo nel 1978, comincia la sua attività sulla rivista a fumetti “Piccoli brividi” della Panini Comics”. Nel 2004 inizia la collaborazione con “Red Whale”, lavorando su serie come “Monster Allergy” e “Geronimo Stilton”. Nel 2008 pubblica “Ballata per Fabrizio De André”, volume che omaggia il grande cantautore mettendo in scena molti personaggi delle sue canzoni. Nel 2013 disegna la cover dell'album “Banda larga” dei Musica Nuda. Durante lo stesso anno viene pubblicato “Dieci Giorni da Beatle”, ispirato alla vita di Jimmy Nicol, batterista inglese che ha sostituito Ringo Starr per dieci giorni durante il tour mondiale dei Beatles del 1964. Nel 2014 esce “Memorie a 8bit” per Tunuè Edizioni. Nel 2016, pubblica (per la stessa casa editrice) “Storie di un'Attesa”.

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