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il ritorno a Canicattini di Tony, il panettiere scampato al terremoto

«E adesso non andare mai più via», le lacrime della moglie. Parenti e amici lo hanno atteso all'ingresso della città

il ritorno a Canicattini di Tony, il panettiere scampato al terremoto

Prima un lungo colpo di clacson, poi il saluto dall’auto che si apprestava a fare il suo ingresso in paese, quindi il bagno di folla. Tony Di Giacomo è tornato a casa, anche se una casa (tutta sua) adesso non ce l’ha più. Con il terremoto di Amatrice il 28enne panettiere canicattinese ha perso tutto e ora dovrà ricominciare da capo. Lo farà ripartendo dalla sua Canicattini, quella che ieri intorno alle 11,30 gli ha riservato un grosso tributo.

Perché tra parenti stretti e familiari erano una cinquantina ad accogliere Tony Di Giacomo proprio all’ingresso del paese con tanto di striscione preparato per l’occasione: «Hai superato questa enorme battaglia, proprio come un vero guerriero. I tuoi cugini ti vogliono bene, la tua famiglia ti ama. Bentornato Tony». Messaggio che ha fatto il paio con il cartellone esposto dai familiari sul balcone della casa di via Masaniello con l’aggiunta: «Il tuo posto è qui e da nessun’altra parte».

Festeggiamenti ai quali hanno partecipato tanti altri conoscenti della famiglia Di Giacomo e il sindaco Paolo Amenta, quest’ultimo uno dei primi ad abbracciare il ragazzo insieme con la moglie Stefania e con mamma Pina: «Devi essere contento due volte – ha sussurrato il sindaco - per te e per i tuoi figli che sono rimasti qui e si sono salvati».

E poi una promessa: «Non ti lasceremo solo, cercheremo di aiutarti come possibile». Amenta si è unito alle diverse foto di rito con l’eroe del giorno. Tony Di Giacomo era visibilmente provato e all’abbraccio con la moglie e la madre è scoppiato in lacrime, seguito ovviamente dai familiari, quasi per scaricare un accumulo di tensione che in questi tre giorni si è fatto sempre più pressante. «Adesso vado a casa a riposare, poi dovrò andare in ospedale a Siracusa per controllare le ferite. Mi ha salvato un miracolo viste le condizioni di Amatrice, purtroppo a tanti non è andata così».

Sceso dalla Mercedes nera in t-shirt e pantaloncini e con una stampella in mano per gli effetti dell’incidente, ha solo chiesto di stare con la sua famiglia. Che ha ricambiato l’affetto, tanto nella casa di via Masaniello quanto sui social, perché la pagina di marito e moglie è stata tempestata di messaggi di solidarietà ma anche di gioia. Tony ha ringraziato tutti e ha solo aggiunto: «Sono salvo grazie ad un frigorifero, così come il mio collega è vivo perché gli è caduto l’armadio addosso che ha attutito il crollo».

«Vedendoti scendere da quella macchina i nostri cuori sono diventati piccoli – ha postato la cugina Martina – ma anche pieni di gioia». Gioia e lacrime, non parole, come quelle sottolineate dalla sorella Gessica o come il messaggio che ti riempie il cuore postato dall’amico e collega di Ascoli Piceno, Ilario Santucci: «Buon ritorno in Sicilia amico! Riposati, riprenditi e riprendi in mano la tua vita! Ce l'abbiamo messa tutta e ce l'abbiamo fatta con te».

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