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Festa dell’Unità a Catania, parla Bianco:
«La città mostrerà la sua ospitalità,
ma a Renzi farò queste richieste»

«Non mancheremo di chiedere al Governo provvedimenti concreti per ridurre il rischio sismico»

Festa dell’Unità, l'intervento di Bianco: «Catania mostrerà la sua ospitalità, ma a Renzi farà anche richieste»

La Festa Nazionale dell’Unità, la prima che si tiene in Sicilia, la seconda al Sud dopo quella di Napoli degli anni 60, si apre nel segno del dolore e della solidarietà. Catania sta facendo e farà la sua parte, come è nella tradizione e nel codice identitario della nostra città. Nessuno ha dimenticato cosa seppero fare i Catanesi con gli abitanti della vicina Messina sopravvissuti al terremoto del 1908.

La solidarietà è anche uno dei valori fondanti, della stessa ragion d’essere del Pd. Siamo certi che il Partito che guida il Governo saprà imprimere una efficace azione per superare rapidamente la fase di emergenza e per varare procedure per la ricostruzione rapide ed efficaci. Intanto sento il dovere di ringraziare chi sta operando, dai sindaci dei Comuni colpiti dal sisma ai Vigili del fuoco, dalla Protezione civile alle Forze di polizia, ai Volontari, che stanno impegnandosi con riconosciuta professionalità ma anche con straordinaria generosità.

Non mancheremo di chiedere al Governo e al Parlamento provvedimenti concreti per ridurre il rischio sismico. Catania e la Sicilia sudorientale sono tra le aree del Paese a maggiore esposizione. Occorrono dunque risorse per mettere in sicurezza gli edifici pubblici, a partire dalle scuole, e noi i progetti cominciamo ad averli. Ma occorrono anche risorse adeguate e soprattutto incentivi idonei per convincere i privati a consolidare le proprie abitazioni.

Per Catania la Festa nazionale del Pd sarà una buona opportunità che spero sapremo cogliere fino in fondo. Anzitutto per riportare il tema dello sviluppo del Sud nell’Agenda del Paese. Per troppi anni e con troppi governi la parola Mezzogiorno è scomparsa dal lessico politico, persino nelle citazioni di rito che gli venivano dedicate.

Negli ultimi due anni qualcosa di concreto, di autentico, si è mosso. La Presidenza del Consiglio, con il premier Matteo Renzi e il sottosegretario De Vincenti, ha avviato con riconosciuta concretezza i Patti con le Città metropolitane e le Regioni del Sud. Catania, tra le prime, ha firmato con Renzi un Patto che prevede 800 milioni di euro di investimenti nelle infrastrutture, nella rete fognaria, nel consolidamento idrogeologico. Il Cipe li ha già deliberati. Con Graziano Delrio lavoriamo in piena sinergia per la Metropolitana, la rete fognaria, l’aeroporto e il porto.

La Festa dell’Unità significa soprattutto questo: il Sud come opportunità da cogliere per lo sviluppo del Paese. Certamente sarà anche l’occasione per promuovere l’immagine della nostra terra, della nostra città.

Catania ha mille problemi; il nostro percorso di rigenerazione ha incontrato e incontra mille ostacoli: dalle carenze organizzative alle difficoltà finanziarie. Ma c’è una città che sta uscendo dal degrado in cui era stata confinata. Che ha voglia di sconfiggere gli uccelli del malaugurio, quelli che lavorano incessantemente per aggravare i problemi anziché per risolverli, magari soltanto per avere la soddisfazione di affermare “io l’avevo detto”. Una Catania che potrà tornare ad essere, pienamente, uno dei modelli più competitivi del nuovo Sud. Catania come simbolo di una Sicilia che può e deve superare le sue difficoltà e cogliere sino in fondo le tante potenzialità di una grande regione.

Avremo i più alti rappresentanti dello Stato, del mondo della Cultura e dell’Informazione. Ci saranno confronti anche serrati sui temi più scottanti, dalla politica estera al Referendum. Ma in un clima di civiltà. E auspico che anche coloro i quali vorranno manifestare il loro dissenso, protestare, lo facciano con quel rispetto delle idee degli altri al quale nessuno può rinunciare, in democrazia. E i Catanesi sapranno mostrare ancora una volta uno degli aspetti migliori del loro carattere: l’accoglienza.

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