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In 1.400 per costruirsi un futuro

Entusiasmo e incertezza tra le aspiranti matricole che hanno sostenuto i test di ammissione

In 1.400 per costruirsi un futuro

Catania - Genitori e figli ancora insieme a soli due mesi di distanza dal primo grande traguardo, quello della maturità, che adesso, al primo giorno di test per l’ammissione all’Università, sembra molto lontano. Notte prima degli esami, ma di quelli che decidono il futuro delle centinaia di aspiranti matricole, che ieri hanno inaugurato “Le Ciminiere” per le prove di ammissione alle facoltà di Lettere, Lingue e culture europee, nordamericane ed orientali e Scienze della comunicazione.

C’è molta fibrillazione, soprattutto tra i genitori che attendono i figli nel piazzale del complesso fieristico. Valeriano Failla è il papà di Luca, che sta svolgendo la prova di ammissione a Lettere. L’ansia c’è, ma un genitore cerca di nasconderla per infondere coraggio e tranquillità ai figli.

«Luca ha deciso di provare ad entrare solo a Lettere - riferisce il padre - perché ha da sempre mostrato una particolare inclinazione per le materie umanistiche. Si è diplomato al liceo classico e questo è il percorso più corretto. Il suo sogno nel cassetto è quello di diventare un giornalista e per questo obiettivo, come per gli altri traguardi raggiunti, si impegnerà al massimo. Gli sono accanto e, secondo me, ha fatto la scelta giusta».

Aurora Spampinato è la prima dei 1.400 aspiranti a uscire dalla sala. La sua scelta è stata Lingue e, tra qualche giorno, parteciperà anche alla prova di ammissione per mediazione linguistica. «Mi ero preparata su varie discipline - dice - e ho trovato le domande, tutto sommato, abbastanza semplici. C’erano quesiti su Storia, Italiano e Inglese, ma erano fattibili. Giorno 6 settembre proverò il test per mediazione linguistica e interculturale e spero di superarlo. Vorrei diventare un’interprete».

I ragazzi iniziano a uscire, ma i genitori restano in trepidante attesa come Marialuisa Strazzeri, mamma di Paola Biffi. «Il percorso di mia figlia - racconta - è iniziato con un anno di ritardo perché, subito dopo il diploma al liceo artistico, ha voluto fare un’esperienza all’estero. L’ho sempre sostenuta e sono stata felice per la decisione di trascorrere un anno in Nuova Zelanda. Al suo ritorno aveva deciso la sua strada, voleva studiare lingue orientali. Oggi (ieri, n. d. c.) ha sostenuto il test per accedere alla facoltà di Lingue e so che adesso la sua scelta è più consapevole».

C’è chi sarà impegnato anche nei prossimi giorni per i test di ammissione e chi, invece, ha già le idee molto chiare. «Sono appassionato di glottologia e linguistica - spiega Andrea Agrò - quindi mi sono iscritto ai test solo per la facoltà di Lettere, ma in più Atenei, come la “Normale” di Pisa. Spero di entrare lì, perché vorrei specializzarmi in linguistica e proseguire con la ricerca in questo ramo».

Flavia Di Primo esce salutando gli amici che l’hanno accompagnata e tira un sospiro di sollievo. «Prima giornata di test - osserva - ed è andata abbastanza bene. Le domande erano semplici e solo oggi mi rendo conto di come siano stati molto utili gli insegnamenti della mia professoressa del liceo. Ho scelto anche il corso di laurea in Storia e relazioni internazionali. Al momento non ho certezze su cosa farò in futuro, penso solo a laurearmi».

Ultimo a uscire dalla sede de “Le Ciminiere” è Nicolò Surdo, il quale confessa subito quella che è la sua grande passione. «Ho provato il test di Scienze della comunicazione - spiega - ed è la mia prima scelta. Vorrei fare il giornalista e, in particolare, rivestire il ruolo di inviato. Il mio piano è quello di finire la triennale a Catania e proseguire con la specialistica oppure un master in giornalismo al Nord. Parteciperò, però, anche ai test per Professioni sanitarie e Giurisprudenza».

Non sono mancate, però, le polemiche. Una mamma ha affidato a Facebook, attraverso un “energico” post, il suo rammarico rispetto al meccanismo che regola i test di ammissione. «Questo si chiama reclutamento! Tanti studenti in fila per fare i test di ammissione all’Università solo per spillare altri soldi di tasse e basta. Non c’è bisogno di test inconcludenti per giudicare l’intelligenza e l’attitudine dei ragazzi».

Oggi altra giornata di test, che finiranno il 13 settembre con la prova di ammissione per Professioni sanitarie, che interesserà oltre tremila studenti.

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