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Catania, venduto Palazzo Bernini

L'immobile aggiudicato all'asta per quasi 2,3 milioni, con un ribasso del 25% rispetto al prezzo base

Catania, venduto Palazzo Bernini

CATANIA - Una busta, una sola offerta. Palazzo Bernini non è più del Comune di Catania. E’ stato venduto nella sede dell’Associazione Aste Notarili nell’ambito del procedimento esecutivo 1068/2008. L’immobile è stato aggiudicato a 2.298.112 euro, sulla base dell’offerta presentata congiuntamente da due società siciliane, con un ribasso del 25% sul prezzo base di 3.062.812,50. Per perfezionare l’aggiudicazione gli acquirenti devono versare l’intero importo entro 120 giorni.

Il patrimonio del Comune di Catania perde così il tanto discusso Palazzo Bernini, il grande fabbricato di circa 5.000 metri quadrati «composto da piano interrato adibito ad autorimessa; piano terra con antistante porticato e cinque corpi di fabbrica di tre piani ciascuno che comprendono un totale di 24 appartamenti». Questa la descrizione dell’immobile sulla scheda pubblicata nel sito delle aste giudiziarie del Tribunale di Catania. All’interno del complesso edilizio, oggi vandalizzato e in disastrose condizioni, c’è però una unità immobiliare che non è stata venduta perché al momento del pignoramento, per un errore o per una dimenticanza, non fu inserita. «E’ vero, ma la venderemo quanto prima», conferma l’assessore comunale al Bilancio Giuseppe Girlando, che non pare fare un dramma della vendita dell’immobile.

«Palazzo Bernini era nella lista dei i beni disponibili da dismettere e se non fosse stato venduto tramite il procedimento esecutivo dal Tribunale, l’avrebbe venduto il Comune - aggiunge Girlando -. In ogni caso non credo che il Comune avrebbe potuto ottenere un corrispettivo più alto: l’unica modalità di vendita sarebbe stata sempre quella dell’asta pubblica, il modo più trasparente per ottenere il prezzo di mercato. Adesso, quello che rimarrà dal riparto della somma ai creditori iscritti al procedimento sarà comunque utilizzato per liquidare altre posizioni debitorie dell’Amministrazione. Non potrebbe essere altrimenti, non sono soldi che possono essere utilizzati per le spese correnti». Alla procedura esecutiva - nata nel 2008 e poi unificata con la procedura 103/2009 - si erano iscritti tanti creditori di Palazzo degli Elefanti, più di un trentina. L’attuale amministrazione aveva pian piano cominciato a liquidare i creditori entrati nel procedimento, ma nel frattempo l’esecuzione è andata inesorabilmente avanti. E il professionista delegato, il notaio Vincenzo Vacirca, non ha potuto fare altro che dare corso all’ordinanza del giudice delle esecuzioni Francesco Lentano, con cui il 20 gennaio 2016 si è riattivato il procedimento.

Palazzo Bernini era stato acquistato per quasi 8 miliardi di lire nel 1999, Giunta Bianco, con l’intento di ospitarvi uffici comunali. Ma la successiva giunta Scapagnini non diede più corso al progetto lasciando depauperare lo stabile, non più recuperato neanche dall’amministrazione Stancanelli, che provò, invano, a venderlo per due volte. La crisi finanziaria del Comune ha portato all’inserimento del complesso tra gli immobili da dismettere. Prima è però arrivato il procedimento esecutivo. La cui storia parla di una prima vendita andata a vuoto, il 29 maggio 2012, prezzo base 5.445.000 euro; di una successiva fissata al 16 ottobre dello stesso anno, prezzo base 4.083.750 euro, ancora deserta. Poi ancora un nulla di fatto, il 12 marzo 2013: prezzo base 3.062.812,50 euro, lo stesso da cui si è ripartiti per la vendita del 12 luglio. Stavolta l’acquirente si è presentato.

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