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Immigrazione, Alfano: «La Sicilia non puo' fare tutto da sola. Necessaria ridistribuzione di stranieri sul territorio»

Pronto il piano del Viminale per fronteggiare i flussi migratori nel paese. Il sistema di accoglienza italiano conta allo stato attuale 150 mila migranti

Immigrazione, Alfano: «La Sicilia non puo' fare tutto da sola. Necessaria ridistribuzione di stranieri sul territorio»

CERNOBBIO (COMO)- Il piano del Viminale per fronteggiare l’afflusso dei migranti entra nel vivo. Martedì mattina è in programma un incontro con il presidente dell’Anci, Piero Fassino, per avviare un lavoro di squadra con Comuni e Regioni. Lo ha annunciato da Cernobbio il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ricordando che in Italia si contano 150 mila migranti nel sistema di accoglienza ("contro numeri molto più alti di altri Paesi, anche europei") e ribadendo che la Sicilia non può fare tutto da sola pagando alla fine un doppio conto: sbarchi e accoglienza.


Proprio per questo è fondamentale la ridistribuzione sul territorio degli stranieri che continuano a riversarsi sulle coste italiane in modo che non ci siano comuni in affanno e altri che non accolgono nessuno. A questo scopo, in collaborazione appunto con Comuni e Regioni il Viminale prevede di adottare il criterio di 2-3 migranti ogni mille abitanti, con alcuni correttivi al ribasso per città come Roma e Milano. Ciò significa che, in base a un semplice calcolo, un comune di 5 mila abitanti, come potrebbe essere, ad esempio, Civita Castellana, arriverebbe a ospitare al massimo 15 migranti. Questa soluzione è stata pensata anche per evitare situazioni critiche, come quelle segnalate ad esempio in Veneto, dove la maggior parte delle città, specie nel trevigiano, non ospitano nessuno e si registrano invece alte concentrazioni di immigrati in paesi come Bagnoli di sopra in provincia di Padova e Conetta di Cona in provincia di Venezia.


«In Italia - ha confermato oggi Alfano - ci sono alcuni Comuni che hanno un peso eccessivo perché sono stati generosi e magari il Comune a fianco prova a fare il furbo. Dobbiamo risolvere questi problemi e farlo in sintonia con i Comuni in modo volontario. Pensiamo di farcela». «Abbiamo 60 milioni di connazionali e ottomila comuni. Se lavoriamo tutti con buona volontà nessuno - ha aggiunto - sopporterà un peso troppo grande».
Riferendosi quindi a quanto sta accadendo a pochi chilometri da Como dove alcune centinaia di migranti stazionano nella speranza di riuscire ad andare in Svizzera, il responsabile del Viminale ha chiarito: «Siamo noi che decidiamo dove dare accoglienza e dobbiamo affermare il principio che più vengono al Nord, tentando di attraversare la frontiera, più li rimandiamo a Sud». «E' un lavoro che abbiamo fatto a Ventimiglia, che stiamo facendo al Brennero, dove abbiamo scongiurato la costruzione di un muro dando un contributo alla tenuta d’Europa, e lo stiamo facendo anche qui».


Parallelamente all’accoglienza va comunque gestita anche la questione rimpatri per la quale l’Europa - ha insistito Alfano - "deve fare di più». «I rimpatri - ha spiegato a margine del forum Ambrosetti - funzionano meglio se gli accordi li firma l'Europa. Occorre lavorare perché si assuma in prima persona come istituzione la responsabilità dei rimpatri». «Capisco le proteste ma noi gli irregolari dobbiamo rimpatriarli. Lo abbiamo fatto in parte, ma bisogna calcare di più la mano» ha aggiunto il titolare del Viminale secondo il quale il prezzo che l’Unione europea rischia di pagare è molto alto. «Sta fallendo sui ricollocamenti e sta fallendo sui rimpatri. Questi due fallimenti possono portare a un collasso dell’Ue». Continua, intanto, la lotta alla radicalizzazione e all’estremismo religioso. E il ministro in serata annuncia l'espulsione di due imam, con destinazione Tunisi e Casablanca, entrambi residenti a Novara.

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