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Lega Pro, parla il "guerriero" rossazzuro Paolucci: «Questo Catania sa lottare»

«Ad Andria il vero esordio, ci siamo calati nella realtà di un girone difficilissimo»

Lega Pro, parla il "guerriero" rossazzuro Paolucci: «Questo Catania sa lottare»

Ci sono sensazioni positive, ma da Andria portate a casa qualche rimpianto.

«Questa partita è da archiviare in maniera positiva. Per il modo in cui ci siamo accostati alla partita, per in modo in cui abbiamo concluso la partita in un campo ostico. Da Andria in pochi porteranno via punti».

 

Potevano essere tre, i punti, per il Catania.

«Brucia quella decisione a metà ripresa. Il rigore, ribadisco, c'era tutto. Ho rivisto le immagini, ma le avevo già stampate in testa. Avevo superato il portiere e sono stato messo giù».

 

A nulla sono valse le proteste di tutta la panchina.

«La decisione non è stata cambiata, andiamo avanti».

 

Il Catania, comunque, acquista sempre più fiducia.

«Ed è un moto di maturare evidente, graduale, ma con un progresso che è ben visibile».

 

Fiducia e mezzi tecnici. Sembrate sulla strada giusta.

«Questa partita, se andiamo oltre la prestazione, ci dà continuità di risultati. Affronteremo il prossimo match con più fiducia. Ci sono stati episodi che potevamo concludere a favore nostro, ma penso che quando siamo rientrati in campo, nel secondo tempo, ci siamo spesi ancora nelle due fasi di gioco».

 

Come ricominciate a lavorare in vista del prossimo impegno a Reggio Calabria del 14 settembre (la partita con il Fondi in programma domenica è stata posticipata al 28 settembre)?

«Sul bus, al ritorno, ci siamo detti che è stato un punto positivo, perchè abbiamo provato a vincere fino alla fine. Vogliamo fare bene in questa annata di rilancio. Ad Andria non era semplice tenere testa agli avversari e al tempo stesso dettare i nostri tempi».

 

Un attaccante come lei, sempre a segno, per una volta sta in... silenzio.

«No, no parlo, invece. Non ho segnato, ma affronto un campionato in cui non si aspetta la palla, bisogna soffrire e dare man forte ai compagni. Le occasioni capitano a tutti, anche a chi non copre gli ultimi venti metri ma parte da dietro. Ed è un'ottima organizzazione, quella del tecnico Rigoli».

 

Come ha detto nel dopogara, Michele, vi siete calati nella realtà della Lega Pro, che lei non affrontava da anni.

«Credo che quello di Andria sia stato il vero esordio, ci siamo calati nella realtà di un girone che sapevamo quanto potesse essere difficile. Si lotta su ogni pallone”».

 

E lei becca calci fin dall'inizio.

«Sono abituato, e non li becco solo io. Troviamo squadre che si chiudono e buttano la palla avanti e accorciano giocando le seconde palle, siamo pronti a tutto».

 

Considerato il rinvio della sfida con il Fondi, adesso vi aspettano altre due trasferte.

«Prepariamo partita dopo partita con un gruppo dedito al lavoro, motivato dalla missione che si è imposta giustamente la società. Remiamo dalla stessa parte con una motivazione che cresce sempre di più».

 

Il suo ritorno a Catania, lo ricordiamo, è stato fortemente voluto.

«Mi sono riappropriato di una maglia che sentivo mia. In rossazzurro ho giocato per una sola stagione, poi sono andato via, ma ho sempre seguito le vicende di un club che ha tifosi eccezionali. Ci hanno seguiti ad Andria in una data proibitiva, si giocava di sera. Arrivare fin qui non è stato semplice, per questo motivo dico sempre grazie a chi ci sostiene».

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