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Sac silura Laneri (scaricata da Crocetta)
E ora in corsa pure il "re dei torroncini"

Fontanarossa, il Cda: «E' senza requisiti». Si riapre il toto-nomine

Sac silura Laneri (scaricata da Crocetta) E ora in corsa pure il "re dei torroncini"

Siamo già ai titoli di coda. L’imprenditrice alberghiera è fuori. Estromessa dal “peccato originale” (curriculum ritenuto «inadeguato» rispetto ai requisiti dello statuto per ricoprire la carica), in un clima sempre più pesante anche per l’inchiesta aperta dalla Procura, con sequestri di atti riguardanti anche le ultime nomine. Ma, di fatto, la manager del duo di #Fontanarosa è stata scaricata dal governatore Rosario Crocetta. Che, da socio di maggioranza relativo tramite gli enti commissariati, l’aveva voluta, sostenuta, difesa. E infine illusa, quando è arrivato a ipotizzare una «modifica dello statuto per renderlo meno ingiusto». Un’operazione - l’“alleggerimento” dei requisiti - comunque complicata, rischiosa dal punto di vista politico. E giudiziario.

«Io ho fatto, come sempre il mio dovere», dice Laneri a caldo. No comment sulla decisione del Cda («ho inviato una memoria con dei rilievi sull’accertamento del collegio sindacale, ma non ne voglio parlare»), soltanto un pensiero ai «miei ragazzi della Sac». Un’azienda «con persone straordinarie», la definisce. «Qualsiasi cosa si decida, si faccia in fretta. Perché l’aeroporto di Catania ha bisogno non di un ad, ma di un... comandante», chiude commossa.

Ma lei - e non solo - ci aveva creduto. Non a caso, in direzione, ieri pomeriggio fino alle 14, aspettavano la notifica di una richiesta di modifica dello statuto da qualcuno dei soci “crocettiani”. Ma non è arrivato niente. Le jeux sont faites. «Ho preso atto con rammarico della mancanza dei requisiti, emersa dal lavoro svolto dal Collegio sindacale», dice la compagna d’avventura Daniela Baglieri, presidente di Sac. Aggiungendo: «In questo intervallo di tempo, ho avuto modo di apprezzare le competenze manageriali di Ornella, maturate in altri ambiti. Il Cda, tuttavia, si è trovato di fronte a una situazione che non consentiva alternative e ne ha dovuto prenderne atto».

Al di là di fair play e affettuosità, Baglieri dice forse la più grande verità. «Una situazione che non consentiva alternative». Ed è per questo che nella prossima assemblea, convocata per il 28 settembre, c’è già all’ordine del giorno la nomina del nuovo ad.

Dice il sindaco di Catania, Enzo Bianco, anche in veste di socio Sac: «Le condizioni di incertezza sono francamente inconcepibili e rasentano il masochismo. Bisogna far presto. Il bilancio di queste settimane di Ornella Laneri alla guida di Sac è lusinghiero: ha dato l’anima, ha motivato le persone. Non si intende cambiare lo statuto? Allora si volti pagina, ma subito». Luca Sammartino, deputato regionale del Pd, in una nota parla di «situazione stucchevole e intollerabile». E invoca: «Fuori la politica e le logiche che la governano dalle scelte sull’aeroporto».

Ma la politica non ha nemmeno aspettato che si celebrasse il funerale (manageriale) di Laneri, per intavolare discorso sulla sua successione. Resta agli atti la candidatura di Nico Torrisi, presidente di Federalberghi, sostenuta in assemblea da Peppino Giannone, presidente della Camera di Commercio di Ragusa, in nome del blocco delle imprese capitanato da Confcommercio. Su Torrisi, più silenzioso che mai, sarebbero venuti meno anche alcuni dei veti che lo azzopparono nel testa a testa con Laneri.

Ma c’è già il valzer dei nomi. Soltanto una suggestione quello dell’ex presidente di StM, Pasquale Pistorio, a Singapore in altre faccende affaccendato. Qualcuno ha sondato, con esito negativo, anche l’ad di Sibeg, Luca Busi. Vociferata, ma di fatto smentita, l’ipotesi di un “cavallo di ritorno” (l’ex presidente Stefano Maria Ridolfo), così come quella del dirigente dell’ex Provincia, Stefano Grasso. I nomi più caldi, oggi, sono altri due. Il primo è Fabio Scaccia (ex presidente di Confindustria Catania, cacciato all’alba dell’era Lo Bello), da sempre molto amico di Pietro Agen, futuro socio forte di Sac. Il secondo è Giuseppe Condorelli, figlio del mitico cavaliere Francesco, oggi ad dell’azienda di Belpasso famosa in tutto il mondo per i torroncini. La conferma ci arriva dal diretto interessato: «Ho ricevuto una telefonata da un mio amico che mi ha chiesto un curriculum per la Sac». E lui gliel’ha mandato. A una condizione: «Accetterei questa sfida, per orgoglio e per amore della mia terra, soltanto se arrivasse un’indicazione super partes, slegata dai condizionamenti di singole parti politiche».

Piccolo dettaglio: la richiesta di curriculum (non certo per colpa dell’imprenditore corteggiato) risale a «due settimane fa». Quasi come la réclame: «Cavaliere Condorelli, è un vero piacere!». Laneri era ancora nel pieno dei suoi poteri.

Twitter: @MarioBarresi

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