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«Un pasticciaccio e tempo perduto ora si scelga bene»

Intervista al presidente regionale di Confcommercio sulle vicende dell'aeroporto Fontanarossa di Catania e sulla destituzione di Ornella Laneri

«Un pasticciaccio e tempo perduto ora si scelga bene»

Lei ha già incontrato Ornella Laneri la quale dice che è stato carinissimo.

«Prima che venisse nominata ho detto che lei non aveva i requisiti, ma non in odio alla Laneri, tutt’altro, semmai per avvertirla perché credo che sia stata la vittima inconsapevole di un pasticciaccio. Ritengo che la soluzione poteva essere trovata prima, ma ormai era troppo tardi e le regole vanno rispettate. Dopodiché Crocetta ci ha fatto sapere che gradiva incontrarci, io e Riccardo Galimberti (il presidente di Confcommercio di Catania e provincia, ndr), diciamo i due contestatori, quelli che sono andati in Procura dove abbiamo esposto la nostra tesi secondo cui le Camere di commercio vengono impedite dal nascere, ma non per controllare l’aeroporto. Come sempre abbiamo detto in Procura al dottore Pacifico: accertate se quello che diciamo è vero o falso, perché non si è mai visto in Italia un procedimento per il rinnovo camerale che duri un anno. E guardi che è tutto chiarito: chi ha vinto e chi ha perso».

Mi dicono che abbia vinto lei.

«Ma non io, ha vinto un gruppo di cui faccio parte. Ma era così scritto da prima. La nostra non è arroganza, sono i numeri che parlano».

Questa situazione quando si definirà?

«Il presidente Crocetta ha promesso di risolvere la questione in tempi brevissimi. Per noi la Laneri non era in regola, però fino a che lei sarà in carica noi collaboreremo al massimo e glielo abbiamo dimostrato. Io credo che lei in quei 40 giorni abbia capito tante cose ha capito molte cose rapidamente, per cui le debbo dire francamente di essere dispiaciuto che lasci. Crocetta mi ha detto l’altra domenica: aspettiamo il verdetto del collegio sindacale, poi nell’un caso o nell’altro ci dobbiamo rivedere».

E parlerete di tutto, dell’aeroporto e dell’accorpamento delle Camere di commercio. Secondo lei, la situazione delle Cam.com. quando si sbloccherà?

«Abbiamo semplicemente convenuto che ci sono due Camere di commerio che hanno completato totalmente l’iter, e sono Catania-Siracusa-Ragusa, e l’altra è Palermo-Enna. Su queste diciamo che domani mattina si possono firmare i decreti. Poi c’è la super Camera di Agrigento-Trapani-Caltanissetta di cui ci chiediamo come mai non c’è ancora il decreto, lì non c’è nemmeno un contenzioso. Poi c’è il caso più complicato che è quello di Messina: vuole rimane sola».

Quando le Camere di commercio di Catania, Siracusa e Ragusa si saranno accorpate, che influenze ci saranno sull’aeroporto?

«Considerando che, secondo me, alla Regione ci metteranno un mese, nel frattempo l’aeroporto non può restare senza amministratore. E quindi si dovrà indire nuovamente il cda formato da commissari, almeno sette su otto».

E quindi sarà Crocetta a scegliere?

«Crocetta questa volta farà l’arbitro. E noi torneremo a dire che se Crocetta mette il nome giusto noi gli diremo bravo».

Ma la maggioranza non diventa la vostra, cioè delle Camere di commercio riunite?

«Non maggioranza. A questo punto direi stramaggioranza. Noi non abbiamo fatto polemiche sterili, abbiamo detto: scegli bene. Per Ornella Laneri non è che abbia scelto male, solo che ha sbagliato procedura».

Quando ci sarà la gara internazionale per la Sac come conviene fare?

«Si dovrebbe vendere il 65% e noi conservare il 35% per evitare che abbiano più dei due terzi che diventerebbe pericoloso. Una volta fatto questo, non siano d’accordo a vendere tutto d’un colpo perché sarebbe un errore. Prima si vende il 30-35% e gli si dà ovviamente l’indirizzo di gestione (quindi stiamo facendo tanta polemica sull’Ad che resterà in carica un anno e mezzo), poi un anno dopo si mette un altro 30% in Borsa, questo permette di far rendere al massimo la vendita».

Tempo fa mi pare che Fontanarossa sia stata valutata 430 milioni.

«Diciamo che era una valutazione un po’ strettina, calcolando che (gli argentini, ndr) hanno pagato la stessa cifra per Firenze. Io ricordo che da presidente camerale ho fatto fare con Mancini una perizia da parte dell’allora pro rettore della Cattolica di Milano che è il numero uno in materia: e lui disse che la valutazione minima era di 550 milioni. Quindi se con sei milioni di passeggeri eravamo a 550, con sette milioni dovremmo essere un po’ più su calcolando che alcuni studi dicono che l’aeroporto di Catania è il più interessante del Mediterraneo».

E Comiso?

«Deve rimanere quello che è perché sta crescendo più velocemente delle nostre previsioni. Vendendo Catania di fatto si vende anche Comiso, tra l’altro avrà bisogno di una rivalutazione, la Soaco dovrà essere ricapitalizzata. Comiso è complicata ma su cifre più piccole. E’ un aeroporto che è una piacevole sorpresa e debbo dire che quelli del vertice che lo gestiscono sono bravi come tutti i ragusani, gente seria con una cultura di lavoro. Secondo uno studio sono di origine ligure». E ci ride su perché lui è genovese.

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