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Catania, la dottoressa aggredita al Vittorio Emanuele: «Per un referto non modificato»

Ennesimo grave caso di violenza al Pronto Soccorso dell'ospedale

Catania, la dottoressa aggredita al Vittorio Emanuele: «Per un referto non modificato»

Venerdì scorso la professionista era di turno serale. Una paziente, che si trovava in osservazione, senza il consenso del medico ha deciso di allontanarsi per circa 30 minuti prima di tornare al Pronto Soccorso. L’allontanamento non giustificato non è stato gradito dalla dottoressa, che l’ha messo nero su bianco sul referto. «La cosa non è stata gradita dalla madre della donna, che è venuta a parlarmi chiedendomi di modificare il testo. Al mio rifiuto, mi ha alzato le mani, ha usato il turpiloquio e mi ha messo i fogli sulla bocca dicendomi che me li avrebbe fatti mangiare. Mi sono liberata dalla presa e ho preso il cellulare dicendo che avrei chiamato la polizia. Ma la signora me l’ha strappato dalle mani». Poi la denuncia: «Non è la prima volta che succedono cose del genere. Spesso ci chiedono di modificare i referti e altre volte di eseguire radiografie o altri esami strumentali senza che ce ne sia bisogno. E ci minacciano. Francamente siamo tutti stanchi e abbiamo paura. Chiediamo maggiori controlli e più sicurezza».

Sostegno e solidarietà alla Strazzanti sono arrivati da medici e infermieri dell’azienda sanitaria e dalla direzione generale. Il manager Paolo Cantaro ha da tempo avviato un percorso con il questore e in azienda sono già funzionanti telecamere di videosorveglianza, i cui filmati saranno esaminati per le indagini. Solidarietà anche dalla segreteria territoriale Fsi-Usae. «Una storia che si ripete - dice Calogero Coniglio, segretario territoriale, insieme con Biagio Cirino, Rsu, e Alfio Casabianca, dirigente sindacale -. Questo è un gravissimo caso di inciviltà, ma il maggior numero di aggressioni avviene perché ci sono liste d'attesa troppo lunghe e carenza di personale. È inconcepibile che ancora oggi, dopo appelli, denunce, richieste di incontri con i prefetti e note stampa, tutto il personale sanitario dei Pronto Soccorso e dei reparti che operano per la tutela del cittadino, siano oggetto di aggressioni. Ancora una volta ci ritroviamo a raccontare e denunciare episodi in cui colleghi, armati solo di competenza, serietà e professionalità, si scontrano con l’arroganza e la prepotenza di chi conosce solo il linguaggio della violenza».

Come organizzazione sindacale «ribadiamo all'assessore regionale Gucciardi di calarsi nella realtà ospedaliera per capire quanto personale ci sia da assumere» concludono Sabina Morales, Maurizio Cirignotta e Salvatore Intravaia, componenti della segreteria territoriale.

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