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Palermo, interrogato Basile: «Qui la vittima sono io»

Davanti ai pm il presidente dell'Irfis finito agli arresti domiciliari

Palermo, interrogato Basile: «Qui la vittima sono io»

«Sono stato io a denunciare tutto alla magistratura - ha dichiarato Basile - ero vittima di estorsione, come potevo costruire prove false». Davanti al giudice pure Francesco Paolo Di Paola, agli arresti domiciliari e anch’egli accusato di avere minacciato l'ex amante di Basile: «Il mio - ha detto al gip - ero solo un richiamo, piuttosto fu lei a minacciarmi. Mi passò al telefono il figlio di un capomafia, che conosceva».

 

L’indagine è tutt’altro che conclusa. Tra le “persone informate sui fatti” che sono state chiamate in causa dalla Procura ci sono un politico di rilevanza nazionale ed il figlio di un boss mafioso. I due sono stati già ascoltati nei mesi scorsi. Era stato proprio Basile a fare i nomi dei due ai pm. Li aveva appresi dalla donna con cui aveva avuto un relazione dalla quale sarebbe nato un figlio. Il condizionale è giustificato dal fatto che la causa per il riconoscimento della paternità è ancora in corso davanti al tribunale civile.

 

Il primo a rendere dichiarazioni ai magistrati, il 27 luglio di quest’anno, è stato il politico che aveva conosciuto la donna - ha riferito - «circa 5 anni addietro» e ha aggiunto che le era stata presentata da un altro noto politico perché “voleva candidarsi alle elezioni forse comunali”.

 

«Lei - ha riferito il politico ai pm - mi disse subito che era fidanzata con il figlio di un boss e che poteva avere i voti della mafia». Il politico decise di non candidarla e nel 2010 iniziò una relazione sentimentale che “durò circa tre anni”, fino a quando «lei mi disse che era rimasta incinta di me e allora la mandai da un ginecologo mio amico ad abortire».

 

Basile, lo ricordiamo, è indagato anche per istigazione alla corruzione e violenza privata. Nel registro degli indagati sono stati iscritti la segretaria di presidenza, Marcella Tabascio (accusata di minaccia), il responsabile commerciale Mario Sganga (anch’egli accusato di minaccia) e il dipendente Antonino Castagna (che deve rispondere del reato di violenza privata).

 

Avviso di garanzia per un maresciallo dei carabinieri, Salvatore Cassarà, che è stato accusato di rivelazione di segreto d'ufficio. Secondo la Procura della Repubblica di Palermo avrebbe passato notizie riservate a Basile sull'indagine in corso a carico della donna. Invece di indagare sulla denuncia della madre ricattata avrebbe passato notizie al titolare di Ksm. I carabinieri della compagnia di piazza Verdi hanno registrato una serie di contatti e incontri fra Cassarà, Basile e Francesco Paolo Di Paola.

 

Cassarà avrebbe consultato il sistema informatico delle forze dell'ordine per conoscere lo stato delle indagini nate dalle sue denunce per tentata estorsione ma avrebbe controllato le abitudini della donna e di alcuni suoi familiari.

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