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L'Ars approva la mini finanziaria: soldi per gli Enti locali, bollette e pulizie restano a carico dei deputati

Bocciata la norma sul pagamento delle utenze da parte a carico dell'Assemblea. Critiche di Musumeci alla manovrina: «Scelte frammentate»

L'Ars approva la mini finanziaria: soldi per gli Enti locali, bollette e pulizie restano a carico dei deputati

PALERMO - L’Assemblea regionale siciliana ha approvato la mini finanziaria che permetterà di erogare somme ai Comuni, ma anche alle ex province, ai disabili. Il disegno di legge della 'manovrina' è stato approvato con 42 voti a favore, 10 contrari e 13 astenuti. L’aula ha, invece, bocciato l’articolo 25 del ddl che prevedeva un aumento del budget per i gruppi parlamentari per il pagamento delle utenze elettriche e idriche e per le pulizie. La norma è stata bocciata con il voto segreto. Sono stati 26 i voti a favore e 28 contrari. L’aula era presieduta da Giovanni Ardizzone. L’Ars riprenderà martedì prossimo, 28 settembre, alle ore 16.

 

I costi delle utenze elettriche e quelli delle pulizie degli uffici dei gruppi parlamentari rimangono quindi a carico dei deputati, come da legge regionale di recepimento del decreto Monti. L’Ars come detto non ha infatti approvato la norma che poneva questi costi a carico dell’Assemblea e non più del singolo parlamentare attraverso i fondi per le spese di funzionamento. M5s e Pd hanno votato contro la norma, cassata con il voto segreto: 26 voti a favore e 28 contrari. Prima della votazione, il vice capogruppo del Pd, Giovanni Panepinto, aveva proposto lo stralcio della norma dal ddl. Richiesta respinta dal capogruppo del Mpa, Roberto Di Mauro; non essendoci la condivisione da parte dell’aula, il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone che era favorevole allo stralcio e aveva suggerito di prendere tempo soprattutto in attesa della riforma costituzionale che interviene anche sulla materia delle spese nei consiglio regionali, dunque ha messo ai voti la norma, che è stata bocciata.

 

Molto critico nei confronti della manovrina l’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci, leader del Movimento civico #Diventeràbellissima:  «Con questa mini-manovra finanziaria la maggioranza che sostiene Crocetta - ha detto Musimeci - ha riaffermato l'assurdo principio dell’emendamento: scelte frammentate e senza alcuna impostazione politica. Dov'è la tanto decantata programmazione del governo rivoluzionario? Dov'è l’elemento di rottura e di discontinuità rispetto al passato? Si continua con la deplorevole prassi di inseguire le emergenze, con una azione di governo approssimativa e disordinata. Una manovra che poteva essere licenziata già ai primi di agosto e che si è protratta per la logica dei veti, dei ricatti e delle contropartite all’interno del centrosinistra. Il risultato? No al contributo alla università Kore, al Brass Group, al consorzio agrario palermitano, all’edilizia popolare. Il nostro voto di astensione è una condanna del metodo adottato: non si governa coi provvedimenti finanziari-tampone» 

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