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La semplicità di Prada. Hogan e le working girls

«Una nuova eleganza possibile, che tiene conto del bello e del brutto»

La semplicità di Prada. Hogan e le working girls

Nell'asse centrale dello spazio scorrono i fotogrammi dell'installazione cinematografica su dodici schermi ideata dal regista David O. Russel e dallo studio newyorchese di design 2×4, frammenti tratti dal cortometraggio di prossima uscita “Past Forward”, nato da una collaborazione tra il cineasta e Miuccia Prada. Il regista ha immaginato l'installazione come un surreale paesaggio onirico con un cast eclettico che reinterpreta le scene in combinazioni mutevoli.Era il lontano 1986 quando, Andrea Della Valle, oggi presidente dell'azienda che ha inventato il concetto di luxury sneaker, e il suo conseguente lifestyle, creava Hogan. Nata da un'intuizione del presidente, che al tempo viveva a New York, Hogan, che quest'anno spegne 30 candeline appunto, nasce per donare dignità a una calzatura sportiva che le “working girls” della Grande Mela, nascondevano in borsetta una volta arrivate in ufficio. Fondendo codici sportivi ed eleganza urbana, il marchio divenuto negli anni simbolo del casual-luxury, accosta la tradizionale qualità dei migliori pellami a una continua sperimentazione estetica su materiali innovativi per un sofisticato stile timeless.

Per la prossima stagione estiva la collezione interpreta l'heritage del brand in uno scenario pop-glam fatto di stampe artistiche, vivaci stampe floreali e cuori. La Traditional86, prima luxury sneaker della Maison, è decorata da elementi grafici e fantasie mentre la nuova sneaker H320 è proposta in pellami lucidi e brillanti ed è impreziosita da dettagli glitter, perle e micro borchie. “The nymph affair” on stage per Luisa Beccaria che porta in scena una ninfa contemporanea. Le mille sfumature dell'acqua, dall'azzurro ai toni pervinca, sono accompagnate dal bianco e rosa dei fiori nella palette che tinge abiti svasati d'ispirazione seventies come in una tela di Monet. Sono delicate come le calle ritratte dal celebre fotografo Robert Mapplethorpe, infine, le donne Genny. Avanzano audaci nei loro abiti da giorno dalle ampie maniche a petalo mentre la sera sono avvolte nella trasparenza dell'organza iridescente lucente come specchi d'acqua.

Fendi - Dimenticate i vestiti da Oscar di Milena Canonero per il film di Sofia Coppola: la Maria Antonietta di Fendi è una che va contro le regole mettendo insieme leziosità femminili e tocchi sportivi. Indossa abiti in taffetà a fil coupé con gonne a grembiule chiuse da fiocchi di raso

 Fendi- A decorare le borse anche le “Ypnodolls”, i nuovi pupazzetti disegnati da Silvia Venturini Fendi, delle figurine con lunghe gambe di metallo, scarpette e cappotto di pelliccia, ispirate alle esili figure delle modelle.

  1. Luisa Beccaria - «Una donna sicura di sé che gioca a fare la ninfa": così Luisa Beccaria descrive la musa della sua collezione. Quella immaginata da Beccaria è una donna che può usare i suoi vestiti per occasioni speciali, ma anche tutti i giorni, sdrammatizzandoli con cappotti di lino o cardigan di maglia.

Prada -  «Una nuova eleganza possibile, che tiene conto del bello e del brutto»

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