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Da Palermo l'ultimatum di Grillo: «Solo uniti si vince»

Il leader del Movimento Cinque stelle alla vigilia della convention palermitana. In città anche le sindache Raggi e Appendino mentre il "guastafeste" Pizzarotti diserta e lancia l'anatema: «Così lenti non andrete al governo»

Da Palermo l'ultimatum di Grillo: «Solo uniti si vince»

Beppe Grillo a Palermo

PALERMO - Lo sguardo sullo specchio di mare aperto su cui si affaccia la piazza di Italia 5 Stelle è la promessa e la speranza di un movimento che Beppe Grillo intende lanciare dritto verso il governo del Paese. Ed è per questo obiettivo che dal palco della kermesse palermitana che si apre domani, il leader, riprese in mano le redini del movimento, lancerà il suo ultimatum all’insegna del «solo uniti si vince».


Ma a guastare la festa, dopo la faticosa compattezza ritrovata attorno al no alle Olimpiadi di Roma, ci pensa Federico Pizzarotti, il negletto sindaco parmigiano del movimento. Gli hanno negato la possibilità di partecipare, lui sindaco pentastellato e pluripremiato, alla manifestazione. E lui ormai ai coltelli con i suoi ex compagni lancia il suo anatema: «sul mio caso sono stati così lenti che neanche la burocrazia italiana: figuriamoci al governo» dice. "Pizzarotti guastafeste" irrompe con le sue accuse proprio alla vigilia della festa che doveva celebrare non solo la conquista dei comuni ma della prima e della moderna capitale d’Italia. I sondaggi trionfalistici su Chiara Appendino, il sostegno dei romani alla porta chiusa in faccia al governo e al Coni sulle Olimpiadi di Virginia Raggi verranno esibiti dal palco di Palermo dove spiccheranno le figure delle due sindache superstar.


Difficilmente basteranno però a sopire i malumori e le lotte intestine che a dispetto del richiamo del leader continuano a spiazzare il movimento. Dentro il Parlamento e fuori, nei territori. Proprio il caso di Palermo, la città scelta per la kermesse anche in vista dell’affondo che l’M5S conta di lanciare per prendersi la Regione, ne è un esempio. La guerra sulle candidature ha già provocato il primo danno: l’assenza di un candidato da esibire sul palco. Dove invece, domani, alle 12, parleranno i sindaci siciliani che hanno già perso il loro primo cittadino a Gela. Il tutto mentre imperversa la guerra sul direttorio, nei fatti ormai depotenziato, fatti salvi i ruoli che Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista si sono guadagnati sul campo. Su questi temi però ogni scelta verrà rinviata. Così pure quella sulla donazione del simbolo: per ora resta saldo nelle mani di Beppe Grillo. Ma la situazione di impasse si rispecchia palpabile nell’assoluto riserbo con cui è stata mantenuta la lista degli interventi sul palco. Cosa che sta creando non pochi malumori tra i parlamentari. E sullo sfondo resta il capitolo della Giunta romana alle prese ora con un altro anatema: quello lanciato a suo tempo da Di Battista sull'attuale candidato al Bilancio Tutino.


Ma poco importa: al raduno sarà dato ambio spazio al dibattito politico - sul referendum ci sarà un gazebo ad hoc - e ai temi fondanti del movimento. L’accento sarà messo sullo spazio riservato al villaggio Russeau dedicato al portale di democrazia diretta del movimento e lasciato in eredità da Gianroberto Casaleggio. Proprio oggi, alla vigilia della kermesse, sono state messe in votazione due nuove proposte di legge scritte dai militanti 5 Stelle. Lo strumento «sta avendo un successo incredibile. I numeri delle proposte crescono in maniera esponenziale tanto che dobbiamo ancora trovare come gestirle» dice Max Bugani, braccio destro di Davide Casaleggio, che quest’anno ha ceduto lo scettro del presentatore a Rosita Celentano e a Claudio Gioè.

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