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Minacce a deputato Ars e imprenditore che ha denunciato estortori: «Basta, mollo tutto»

Pippo Gennuso terrorizzato dopo che tre giorni è stato avvicinato da due uomini in moto che gli hanno mostrato una pistola e consigliato di ritrattare

Minacce a deputato Ars e imprenditore che ha denunciato estortori: «Basta, mollo tutto»

PALERMO - Qualche mese fa con la sua denuncia ai carabinieri di Palermo aveva mandato in galera tre presunti estorsori che gli avevano chiesto il pizzo nella sala Bingo che gestisce col figlio, ora Pippo Gennuso, deputato regionale del Pid-Gs, è terrorizzato dopo che tre giorni fa mentre passeggiava a Ispica (Siracusa) è stato avvicinato da due uomini in moto che gli hanno mostrato una pistola nascosta sotto la giacca e consigliato di ritrattare: «Devi cambiare versione, se no la facciamo finita, presuntuoso che sei, hai capito».

 

Gennuso ha denunciato l’episodio ai carabinieri di Rosolini, sua città d’origine. Ma soprattutto ha deciso di mollare la sala Bingo: «Sono in trattativa con un’azienda del Nord - dice - vendiamo a qualsiasi prezzo. Ho paura e ho chiuso con quest’attività, intanto io e mio figlio non ci mettiamo più piede». Gennuso riferisce che quando ha rilevato la sala Bingo non sapeva nemmeno che si trovasse nel quartiere Guadagna, zona periferica di Palermo dove la mafia fa affari soprattutto con la droga e il racket. «Mi sono fidato di chi vendeva - spiega - Mi era stato detto che non c'era alcun problema, io faccio l'imprenditore e ho altre attività nel campo della sanità, nell’edilizia, dell’agricoltura e in altri settori. Per me questa era la prima esperienza a Palermo, ma ora mollo tutto».

 

Il parlamentare accusa le istituzioni di non essere state al suo fianco. «Quando abbiamo denunciato gli estorsori - afferma - non abbiamo ricevuto nemmeno un attestato di solidarietà e vicinanza. Abbiamo avuto una vigilanza dinamica, che non serve a nulla, è solo un palliativo». E racconta che quando si è presentato ai carabinieri di Palermo per denunciare gli investigatori erano già al corrente di quanto accadeva nel Bingo perché avevano avviato un’attività di intercettazione e «ho capito che chi mi aveva ceduto l’attività aveva subito le stesse pressioni e minacce ma non aveva denunciato». Della città di Palermo, dice, «non voglio più saperne nulla». «Non voglio nemmeno più fare il deputato regionale. Ho chiuso, me ne vado da questa città».

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