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Lega Pro, per il Messina due sberle dalla Paganese e contestazione a una settimana dal derby col Catania

La cosa più bella in avvio di partita è il ricordo, dalla Curva Sud, delle vittime del nubifragio di Giampilieri

Lega Pro,  per il Messina due sberle dalla Paganese e contestazione a una settimana dal derby col Catania

Il gol di Deli della Paganese

MESSINA - Due sberle della Paganese bastano per tramortire il Messina più brutto visto al "Franco Scoglio". Finisce con la contestazione dei tifosi. Non il massimo in vista del derby di domenica prossima Catania. La cosa più bella in avvio di partita è il ricordo, dalla Curva Sud, delle vittime del nubifragio di sette anni fa con la montagna "assassina" di Giampilieri che causò decine di vittime. In campo, invece, a parte un tiro telefonato di Musacci, nei primi 25 minuti non succede nulla. Solo schermaglie a centrocampo, con due squadre a specchio che alla fine si annullano. Al 27', però, alla prima occasione la Paganese passa. L'esperto Reginaldo imbecca in area Deli che di sinistro fa secco Berardi con un diagonale resoterra neanche irresistibile. Il portiere resta immobile come il resto della difesa. Ma è un po' tutto il Messina troppo molle. E la Paganese inizia a prendere campo. Campani che si affacciano due volte in area peloritana e Messina che stenta a trovare il bandolo della matassa. Manovra lenta, prevedibile e per gli ospiti è gioco facile chiudere ogni varco. L'unico lampo giallorosso, ma sbiadito, arriva al 44' con una punizione di Musacci che finisce in Curva.

 
Solita solfa nella ripresa, nonostante l'ingresso di Madonia al posto di Ricozzi. Messina abulico e la Paganese si divora il raddoppio al 53', in contropiede, con Deli che solo davanti a Berardi cestina sull'esterno della rete. Piovono fischi e cori eloquenti dalla Sud, ma il Messina non si scuote. Trascorrono i minuti e i peloritani non confezionano uno straccio di azione insidiosa. Anzi, ancora con una ripartenza, la Paganese potrebbe far male, ma stavolta Musacci (prova opaca) toglie la castagne dal fuoco. E il Messina? Solito copione. Poca lucidità, qualche spunto personale (Milinkovic al 61' e Madonia tre minuti dopo, Ionut dalla distanza) ma tutto senza idee chiare. E al minuto 82 arriva la seconda mazzata. Messina che s'intestardisce per vie centrali, cozzando nella retroguardia campana ed ecco l'ennesimo contropiede ospite. Vola sulla destra Longo che palla al piede macina una ventina di metri e dall'area piccola fulmina Berardi sul primo palo. Notte fonda per il Messina e contestazione dei tifosi rivolta a giocatori e società.

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