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Sac, fumata bianca Nico Torrisi è l'Ad ma delega congelata

Il collegio sindacale si è preso altro tempo per convalidare l'indicazione unanime dell'assemblea. Ratifica entro 30 giorni

Sac, fumata bianca Nico Torrisi è l'Ad ma delega congelata

All’inizio sembrava che sorgessero altri ostacoli perché i tre revisori ministeriali incaricati di controllare i requisiti del curriculum di Nico Torrisi, e cioè Sergio Salustri, Ivano Strizzolo e Carmelina Volpe, avevano telefonato all’inizio della seduta al candidato invitandolo a recarsi a Fontanarossa. Questo invito era stato considerato un «segnale negativo» da Torrisi, e invece era l’indizio che la situazione stava per sbloccarsi.

Ma siccome dobbiamo complicarci la vita, il comunicato ufficiale della Sac recita: «Il consiglio di amministrazione, sentito il parere del collegio sindacale, a breve accerterà, come da statuto, i requisiti». Il tempo prescritto è di 30 giorni (ma forse si farà prima, vista l’urgenza) e nel frattempo le deleghe vengono congelate.

Dopo la nomina «in pectore», il nuovo amministratore delegato non ha fatto dichiarazioni, ha solo «ringraziato per la fiducia», mettendosi «a completa disposizione del consiglio e del collegio dei sindaci». Si è già perduto troppo tempo, prima con la nomina di Ornella Laneri che si era impegnata a fondo, poi era sopravvenuta la pronuncia dei revisori secondo i quali lei non aveva requisiti sufficienti. Poi ancora la seduta a vuoto del 30 settembre (con unico candidato Nico Torrisi) conclusasi con un rinvio di sette giorni. Dice Vito Riggio, presidente dell’Enac: «In Sicilia non c’è la percezione del tempo». Ieri dunque l’indicazione di nomina all’unanimità.

Nico Torrisi è un personaggio conosciuto non solo per la sua attività in campo turistico e manageriale, ma anche per essere uno dei proprietari dell’albergo Baia Verde. Non averlo subito nominato è sembrato strano perché Torrisi era già stato amministratore delegato della Sac con Giuseppe Giannone presidente. E nel periodo della sua gestione, alla fine del 2012, aveva guidato la delicata operazione del rifacimento della pista di volo, che si era ammalorata dopo cinquanta anni di esercizio. C’era il rischio di bloccare la mobilità di tre quarti di Sicilia che fa riferimento a Fontanarossa, di danneggiare il turismo e gli affari. Ci fu un forte movimento per evitare il peggio e i voli furono spostati sulla base militare di Sigonella: mentre i bagagli dei voli in partenza venivano presi in consegna a Fontanarossa e imbarcati a Sigonella, quelli dei voli in arrivo venivano scaricati a Sigonella e riconsegnati a Fontanarossa. Insomma, un’operazione necessaria, ma delicata e complessa, conclusa, con il minimo dei disagi grazie all’impegno dei dirigenti Sac e del personale tutto. Poi per tutto ringraziamento il presidente Giannone e l’amministratore delegato Nico Torrisi erano stati fatti decadere per ragioni giuridiche.

Ora dunque si dovrebbe ripartire dopo le dimissioni del precedente management guidato da Bonura e Mancini in seguito allo stop imposto dal presidente Crocetta contrario all’approdo in Borsa, ma convinto che si debba andare al più presto alla gara internazionale per l’affidamento della gestione. Quando e come, sarà l’advisor a consigliarlo: e per non perdere altro tempo potrebbe essere lo stesso advisor che era stato scelto dall’assemblea dei soci per l’approdo in Borsa.

Il fatto è che la Sac non ha risorse sufficienti per fare fronte agli investimenti che derivano dal contratto di programma con l’Enac: 600 milioni da investire nell’arco della concessione quarantennale. L’abbiamo già scritto: una delle prime cose da fare è cercare di ottenere un mutuo almeno per aprire nel 2017 la «Morandi», che sarà il secondo terminal, chiedere all’Enac un altro periodo di tolleranza e augurarsi un partner affidabile e di livello internazionale per gestire uno dei più grandi aeroporti italiani.

Nel frattempo gli altri si muovono; F2i (acronimo per fondi italiani per le infrastrutture), partecipato da Cassa Depositi e Prestiti, Intesa San Paolo e Unicredit, che ha già la maggioranza negli aeroporti di Napoli e di Torino, e una partecipazione qualificata nella Sea (aeroporti milanesi) e nell’aeroporto di Bologna, sta stringendo un accordo per la fusione tra la napoletana Gesac e la società Aeroporti di Puglia.

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