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Accesso alle vette dell'Etna, l'Antitrust torna a "bussare" a Linguaglossa e Castiglione

I due Comuni protagonisti nei mesi scorsi della controversia sulla concorrenza nel trasporto dei turisti ad alta quota

Accesso alle vette dell'Etna, l'Antitrust torna a "bussare" a Linguaglossa e Castiglione

CATANIA - Dalle parti dell’Etna torna a farsi sentire l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato (Agcom). In una nota l’ente chiede conto ai Comuni di Linguaglossa e Castiglione di Sicilia - protagonisti nei mesi scorsi della controversia sulla tutela della concorrenza nel trasporto dei turisti ad alta quota - per «monitorare l’applicazione degli indirizzi espressi», dell’attuale situazione alle falde del vulcano. Lì dove tutti attendono novità sui futuri assetti gestionali e dove davanti alle amministrazioni c’è la sfida posta dal Garante col parere dello scorso febbraio, che invitava «a rivedere le complessive modalità di affidamento e gestione delle vie d’accesso all’area sommitale dell’Etna, al fine di introdurre criteri concorrenziali per superare affidamenti inerziali agli operatori storici».

 

Sfida che quest’anno non si è riusciti a cogliere, con i due Comuni che, dopo un’animata contesa, emanarono in extremis un bando limitato all’estate per affidare da Piano Provenzana conduce ai crateri, vinto poi dal concessionario storico del percorso. Adesso c’è adesso da lavorare per un nuovo affidamento che - per «Attenuare gli effetti distorsivi della concorrenza» così come auspicato dall’Autorità - dovrà essere di durata pluriennale, bandito in tempi celeri e con requisiti non più «ingiustificatamente restrittivi». Si deve far presto e, non bastasse, con le Amministrative alle porte (maggio 2017) in entrambi i paesi.

 
«Risponderemo al Garante nei tempi richiesti», assicura il sindaco di Linguaglossa Rosa Maria Vecchio, che però sui dettagli del futuro bando passa la palla al Consiglio, dove tra l’altro non ha più la maggioranza. A Castiglione il primo cittadino Salvo Barbagallo, pure lui senza maggioranza, dice di essere pronto a decidere così come è «già pronta» la risposta da inviare a Roma, ma intanto il Consiglio si avvia allo scioglimento dopo aver bocciato il bilancio.

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