WHATSAPP: 349 88 18 870

Catania, il centro storico scempiato da insegne enormi e pubblicità volgari

Gli scarsi esiti della «campagna antisfregio». Il vero nodo della questione è la mancanza di un piano commerciale

Catania, il centro storico scempiato da insegne enormi e pubblicità volgari

Uno scempio per arginare il quale nel marzo scorso l’assessore al Decoro urbano Salvo Di Salvo ha lanciato, a partire dalla zona a traffico limitato, la «Campagna antisfregio» volta a sensibilizzare cittadini ed esercenti e a rimuovere insegne e cartelloni abusivi. Una squadra specializzata ha prima perlustrato la zona, informato gestori e commercianti invitandoli a rimuovere le brutture, pena una multa fino a 400 euro. Com’è andata? A distanza di mesi i dati dell’assessorato dicono che sono state controllate le vie Coppola, Teatro Massimo, Sangiuliano, Mancini, Paternò, Stesicoro, Etnea e la piazza Turi Ferro, già Spirito Santo. Sono stati controllati 130 esercizi ed elevati 28 verbali per insegne irregolari (dei 1.792 in tutta la città) e 13 per l’installazione di tende abusive, anche con messaggi pubblicitari. Inoltre 60 esercizi commerciali hanno adempiuto spontaneamente alla rimozione, e altri 30 hanno chiesto autorizzazione e sono in attesa che il procedimento si definisca.

Eppure il centro è ancora inguardabile, scempiato da ogni tipo di bruttura. In piazza Bellini e in via Teatro Massimo, ormai sommerse dai pub, c’è un via vai di auto e moto che distruggono la pavimentazione pensata per un’area pedonale. E proprio in questi giorni gli operai della Multiservizi stanno provvedendo alla sostituzione delle basole spezzate dal peso dei camion. Il prospetto del palazzo attiguo al teatro, e parliamo del Bellini, è scempiato da scritte, così come il Convitto Cutelli, e la facciata laterale della chiesa di San Placido. Insegne enormi, pubblicità sfacciate e scritte in tutte le strade attigue: via Landolina, via Valle, via Leonardi, piazza San Placido e via Mazza dove domina un giallo feroce per pubblicizzare pizzerie-sale bigliardo. In via Pulvirenti una donna a dimensione naturale invita all’ingresso in un bar, e ancora scarabocchi con lo spray nel palazzo dell’assessorato all’Ecologia, insegne enormi sulla facciata di palazzo Scammacca del Murgo e in via Euplio Reina di fronte alla chiesa dell’Ogninella, e striscioni da un balcone all’altro in via della Loggetta etc. etc...

L’ufficio affissioni spiega che le operazioni di controllo e rimozione subiscono rallentamenti perché alcune attività sono chiuse e non si riesce a risalire ai responsabili, e poi per la rimozione coatta bisogna muoversi con una squadra di operai specializzati nello smontaggio, tra cui gli elettricisti, dal momento che spesso si tratta di insegne luminose. E, però, il risultato è sconfortante. L’assessore Di Salvo dice che il senso civico non può essere imposto dall’amministrazione e invita i cittadini a essere più sensibili alla questione e a segnalare situazioni che richiedono l’intervento dell’amministrazione.

Intanto gli abitanti del centro storico, disperati perché quest’area è diventata terra di nessuno, dopo l’incontro avuto giovedì scorso con la prefetta, oggi pomeriggio si vedranno con il nuovo capo di Gabinetto del sindaco per chiedere aiuto e che sia coordinata l’attività dei quattro assessorati competenti, come da tempo richiesto, invano. Piazza Vincenzo Bellini è ormai invasa da pub rumorosi aperti fino alle 4 del mattino, ora in cui arrivano gli operatori ecologici della Multiservizi. Come dire: silenzio e riposo inesistente. In via Penninello si fanno feste e karaoke fino alle 2 di notte. In via Gisira, nonostante le proteste, sta per riaprire la discoteca, con il vecchio tetto in amianto e un nuovo cancello che chiude una strada pubblica impedendo a tanti l’accesso ai contatori dei propri appartamenti. In via Pulvirenti il Comune ha destinato la stessa area sia agli stalli riservati ai residenti sia ai pub che pagano il suolo pubblico. I turisti scappano dai B&B della zona per eccesso di rumore, e tutto questo perché in città solo i pub vengono considerati attività commerciali. Ed è questo il vero nodo del problema: la mancanza di un piano commerciale che regoli le attività compatibili con il centro storico.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 1
  • baronettotony

    20 Ottobre 2016 - 12:12

    Lettera aperta all'assesore al decoro urbano. Il senso civico non può essere imposto dalle istituzioni ma i divieti e le multe se non addirittura il penale per gli scempi al patrimonio pubblico si possono predisporre,o no ? Chi per lavoro viaggia ed evade da Catania e vede altre realtà cittadine quando ritorna piomba nella depressione , mi creda, Catania sarebbe bella... appunto sarebbe....

    Rispondi

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa