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Liberi Consorzi e Città Metropolitane , già a rischio le elezioni in Sicilia: problemi tecnici e disaccordo nella maggioranza

Il voto era previsto per il 20 novembre. Cascio (Commissione Affari Istituzionali): «Necessario un rinvio urgente di almeno 60 giorni»

Liberi consorzi, si vota il 20 novembre

PALERMO - La regione siciliana è stata la prima in Italia a dotarsi di una legge che aboliva le ex province e istituiva i Liberi consorzi, ma questo vantaggio temporale non ha finora portato frutti, anzi. Dall'impugnativa del governo centrale ai vari referendum per cambiare Libero Consorzio (vedi, Gela, Piazza Armerina, Licodia Eubea, ecc..) la strada dei Liberi con sorzi siciliana è stata un calvario. E ora pure le elezioni degli organismi dei Liberi Consorzi di comuni e delle città Metropolitane, già indette per il prossimo 20 novembre, potrebbero slittare. Se ne sta discutendo in queste ore all’interno delle forze parlamentari all’Ars. Ufficialmente alla base del rinvio vi sarebbero alcuni problemi tecnici legati al voto, ma nella realtà ci sarebbero le solite tensioni nella maggioranza dietro il possibile slittamento. Proprio ieri la maggioranza di governo si è spaccata in vista delle elezioni per i vertici dei Liberi Consorzi e delle città metropolitane. In una riunione presso la sede del Partito democratico è emersa l'impossibilità di presentare liste unitarie delle coalizione alle elezioni di secondo livello. Contraria Sicilia Futura, che intenderebbe presentare proprie liste. 

Per quanto riguarda invece i problemi tecnici, oltre al fatto che non sarebbe stata prevista la regolamentazione per i comuni commissariati, vi sarebbe un problema legato al voto ponderato per alcuni comuni che, pur avendo la stessa popolazione, hanno un numero differente di consiglieri (dal quale dipende il numero dei rappresentanti negli organismi di Consorzi e città Metropolitane) essendo andati al voto alcuni con la "vecchia" legge elettorale ed altri con la nuova. Potrebbe dunque essere necessaria una norma da fare approvare dall’Ars per un rinvio delle elezioni, che potrebbero tenersi nella seconda metà di gennaio.

 

«Questa mattina c'è stata una riunione in commissione Affari istituzionali, si è discusso anche della possibilità di rinvio delle votazioni per gli organismi di Liberi Consorzi di comuni e città Metropolitane», ha detto il presidente della commissione Affari istituzionali all’Ars Salvatore Cascio, intervenendo in aula nel corso della seduta del parlamento regionale. «Vi è un disallineamento tra i consigli comunali eletti nell’ultima tornata elettorale e quelli eletti precedentemente. In pratica - ha aggiunto Cascio - vi sono comuni che a "parità di peso ponderato" hanno un numero differente di consiglieri comunali: alcuni ne hanno 30 e altri con lo stesso peso ponderato ne hanno 24 perché sono andati al voto con la nuova legge elettorale per gli enti locali. Avremmo dunque un sistema di votazione con "due pesi e due misure": alla luce di questo abbiamo chiesto agli uffici di lavorare ad una fascia transitoria, dal momento che siamo in fase di prima applicazione della legge. Ci è stato detto che questo percorso è possibile, il voto potrebbe essere rinviato di 60 giorni. Ma la norma sul rinvio deve essere approvata al più presto, al massimo entro giovedì».

 

Alla luce dell’intervento di Cascio, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha convocato per domani alle ore 15 la conferenza dei capigruppo per discutere l’ipotesi di rinvio del voto di Liberi Consorzi e città Metropolitane.

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