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La corte d'Appello di Catania: «Il test del Dna insufficiente se unica prova». Annullate condanne

La vicenda che portò alla condanna all'ergastolo per omicidio di due imputati, ora assolti per non aver commesso il fatto

La corte d'Appello di Catania: «Il test del Dna insufficiente se unica prova». Annullate condanne

La vicenda che portò all’arresto dei due, risale al pomeriggio del 4 aprile del 2003, quando Gaetano Parisi, dopo una giornata di lavoro, mentre a bordo della sua 500 rientrava a casa, alla periferia di Biancavilla, venne raggiunto e speronato da un'altra auto, una Fiat Uno, con a bordo i sicari che poi uccisero la vittima con diversi colpi di pistola e di fucile. L’omicidio restò impunito per anni, nonostante le indagini serrate dei carabinieri riuscirono a inquadrare l’ambito nel quale maturò quel delitto, portando alla luce con l’operazione “Rinazze” un giro di estorsioni al quale erano sottoposti diversi produttori e commercianti agricoli di Biancavilla.

 

Longo e Failla furono arrestati nove anni dopo l'omicidio di Parisi, una guardia campestre di 53 anni di Biancavilla, ritenuto dagli inquirenti legato al clan per i quale avrebbe fatto da intermediatore per il pagamento delle estorsioni. Soddisfatti i difensori degli imputati, come confermano gli avvocati Antille e Cinardi: «La presunta certezza della prova genetica di dna dev’essere sempre posta a confronto e verifica con tutti gli altri elementi del processo, altrimenti sarebbe una prova autoreferenziale e risolverebbe tutto. Per potere invece esprimere un giudizio di colpevolezza - in sostanza la causa del grande dubbio - è necessario potere collegare il dna a tutto un contesto: movente, esecuzione, rapporti con la vittima e con quanto collegato al delitto, in questo caso le auto. Questo è mancato perché i giudici di primo grado, avendo collegato ai reperti ritrovati il dna degli imputati, hanno ritenuto sufficiente a ritenerli colpevoli. Noi lo abbiamo contestato, appellandoci e censurando la sentenza. I giudici d’appello, con una sentenza coraggiosa e innovativa sul punto, dicono che non basta questo dna, ma bisogna correlarlo a tutto un corteo di elementi, altrimenti il processo non è neanche indiziario».

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