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Morta dopo aborto a Catania, il ministro Lorenzin: «Aspetto relazione dettagliata»

Ma ora tocca alla Procura chiarire cosa è avvenuto in ospedale il giorno del decesso di Valentina e se sono vere le testimonianze dei famigliari della donna

«Valentina eri una persona stupenda, non doveva andare così»

ROMA - Per il decesso di Valentina Milluzzo a Catania da una parte c'è il lavoro fatto dalla task force, che non ha evidenziato correlazione con l’obiezione di coscienza e sul quale è attesa ancora una relazione dettagliata, dall’altra quello della Procura della Repubblica. Lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a margine dell’incontro «Il sistema italiano del farmaco e la governance della salute in Europa». Innanzitutto c'è stato un decesso, purtroppo una cosa drammatica, su cui sta indagando la procura della Repubblica. La procura sta facendo una serie di accertamenti che gli ispettori della task force non sono in grado di fare - ha spiegato Lorenzin - la task force analizza la procedura, guarda le cartelle cliniche, parla con i medici, con gli infermieri, analizza il percorso legato al contesto. Questo ha fatto e ha evidenziato alcuni elementi, e attendo la relazione approfondita. Sul tema dell’obiezione di coscienza non ha rilevato nessun tipo di correlazione. Ricordiamoci poi che l'obiezione di coscienza è ammessa nel nostro Paese per l'interruzione volontaria di gravidanza, non per le terapie che riguardano la salvaguardia della vita della madre».

 

«C'era il tema di una gravidanza di una donna che era già ricoverata in ospedale, che aveva una gravidanza preziosa perché aveva fatto un’inseminazione artificiale è però li è intervenuta una sepsi di quelle fulminanti - ha proseguito il ministro - le indagini che ci daranno atto della parte legata all’autopsia e ci diranno se ci sono state delle cose che non andavano ma questo non è in grado di farlo la task force, che può valutare solo se sono state rispettate le procedure e i protocolli e quelli che sono i comportamenti in determinati casi».

 

«Non possiamo entrare troppo nel dettaglio della parte legale, sulle affermazioni fatte dalla famiglia piuttosto che su quelle dei medici perché non è questo il nostro compito. Quello è il compito della Procura - ha concluso - poi aspetterò la relazione dettagliata per evidenziare alcuni tipi di criticità che sono state rilevate e che devono essere migliorate nel funzionamento della struttura ospedaliera». 

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