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Giarre, addio ad Alfio Di Maria: premiò stelle e giornalisti

E' morto a 77 anni il patron della Giara d'Argento

Giarre, addio ad Alfio Di Maria: premiò stelle e giornalisti

GIARRE - Arrivava in redazione all'improvviso. Passava dalla redazione sportiva per ricordare i suoi trascorsi nel Giarre. E raccontava i suoi gol di tacco, di rapina, gol segnati con la mano. Poi la visita al direttore, il saluto a tutti i giornalisti del nostro quotidiano. Alfio Di Maria, per tutti il Grand'Ufficiale, è morto per un male che non perdona a 77 anni. Domani a Giarre i funerali al Duomo (16.30) uno dei posti che frequentava con un amore, quello che ha sempre nutrito per la sua città, fuori dall'ordinario.

 

Di Maria era un vulcano. La sua Giara d'Argento, il premio Alfio Russo hanno segnato un'era. Perché sulla passerella in oltre 40 edizioni, si sono alternati – dopo aver primiato nella prima edizione il nostro editore Mario Ciancio - i più grandi giornalisti della nostra storia: da Ettore Mo, a Gard Lerner, da Ferruccio De Bortoli a Paolo Mieli, passando per il giarrese Sebastiano Messina, e per le colonne siciliane Candido Cannavò, Nino Milazzo, Tony Zermo, ma ne citiamo soltanto alcuni.

 

A Giarre passeggiava con Spadolini in corso Italia, offriva dolci e gelato a Sara Simeoni, una delle protagoniste del premio "L'uomo e lo sport" dedicato a Gino Palumbo. Prendeva il sole con Piero Ferrari o Jean Todt e Jean Alesi a Capo Taormina, si accompagnava ad Antonio Rossi e ad altri sportivi di livello mondiale.

 

Le attrici? Sono transitate tutte quante da qui. Tutte: da una elegantissima Edwige Fenech all'immensa Mariella Lo Giudice. E, ancora, rappresentanti delle forze dell'ordine, delle organizzazioni umanitarie, luminari della medicina, rappresentanti della società civile. Era il premio per le eccellenze oneste, ci ripeteva anno dopo anno: "L'ultima edizione e smetto". Nessuno ci ha mai creduto, perché nonostante i problemi di salute e gli acciacchi, ricominciava a elencare idee, innovazioni, nomi. E nel suo ufficio poco distante dal centro storico, ci mostrava foto delle manifestazioni precedenti, una oceanica rassegna stampa e i telegrammi che gli arrivavano da ogni parte d'Italia. Firme illustri, così come illustri erano i personaggi transitati da Giarre. Ci sarà una folla immensa a salutare Di Maria al Duomo, figlio illustre di una città che dovrebbe ricordarlo con una iniziativa pubblica ricambiando le attenzioni che Di Maria, con la Giara e il premio Alfio Russo catalizzava ogni estate nel salotto buono di quella che sentiva ogni giorno casa sua.

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