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Rifiuti e incivili in Sicilia: l'esempio di Belpasso che fa la video-guerra agli sporcaccioni

Fioccano i verbali grazie alle foto-trappola. Il progetto si potrebbe estendere in tutta l'Isola con modesti investimenti

Rifiuti e incivili in Sicilia: l'esempio di Belpasso che fa la video-guerra agli sporcaccioni

Poi è arrivato un sindaco giovane e determinato ed ha provato a rovesciare il mondo. Che, poi, non è mica solo il mondo di Belpasso, no. E’ il mondo di tre quarti abbondante di una Sicilia che si schifìa da sola, che si lascia violentare, distruggere, devastare. Che si suicida.

 

Tre anni fa Carlo Caputo diventa sindaco, dunque. Trova quella situazione disastrosa, diffusa nel territorio, raccolta differenziata che viaggia con le percentuali del resto dell’Isola, cioè arranca, se va bene. E oggi, tre anni dopo? Belpasso è un set cinematografico, dove ogni giorno le telecamere dei vigili urbani del Comune, che si chiamano “foto trappole”, inchiodano gli sporcaccioni, cittadini che lasciano l’immondizia nelle strade, all’uscita del paese, in piazzole di sosta, alimentando così quelle maledette, sconcertanti e vergognose micro discariche che fanno storcere il naso ai turisti che passano da qui per raggiungere l’Etna. Caputo ‘sta cosa non l’ha mai digerita, ed ha dichiarato la guerra. Come? E a che punto è?

 

«Avevamo già un sistema di video sorveglianza con postazioni fisse, ma non bastavano, perché, ovviamente, si tratta di installazioni segnalate, dunque fanno al massimo da deterrente. La gente lo sa, e ci gira al largo».

 

Così è venuta l’idea delle telecamere mobili, appunto le foto trappola. Qualcosa Caputo aveva cominciato a sperimentare un anno fa, poi la decisione di fare un piccolo investimento per una grande missione.

 

«Abbiamo acquistato queste telecamere mobili che vengono sistemate la sera, sono auto alimentate, dunque non hanno bisogno di energia elettrica. Con il comando della polizia municipale si stabilisce di volta in volta dove sistemare queste strumentazioni e il giorno dopo si procede al controllo. Difficile sfuggire. E la gente a Belpasso ha cominciato ad accorgersene».

 

Numeri alla mano, tanto per andare oltre le parole, da quando è partita la campagna lanciata dall’amministrazione per la lotta a chi sporca, sono state elevate 287 multe, che sono un bel numero se si pensa che si partiva da controllo zero in quelle aree, dunque da la più completa e totale impunità. Che è finita. E così i belpassesi, quelli sporcaccioni, si vedono recapitare a casa verbali del tutto inattesi. E come reagiscono?

 

«Male, molti reagiscono male - racconta ancora Carlo Caputo - perché vengono colti alla sprovvista, non se l’aspettano. E negano, negano di avere lasciato loro quei sacchetti o quei rifiuti. Poi vedono le immagini che li inchiodano e provano a giustificarsi, a spiegare che non lo avevano mai fatto prima, che non sanno perché e come possa essere accaduto».

 

E, così, la gente qui adesso ci pensa due volte prima di buttare l’immondizia dove capita, quando capita e dove viene più comodo. Non si può e non si deve dire che l’amministrazione stia vincendo una guerra assai difficile da combattere e contro troppi nemici ancora. Ma si deve dire che la sta combattendo e che ha trovato alleati importanti.

 

«I cittadini - conferma Caputo - che ci sono vicini sono i nostri primi alleati, cittadini che sono contenti di questa nostra azione, che capiscono l’importanza che ha scoraggiare e punire chi sporca l’ambiente e produce un danno enorme anche all’immagine del nostro territorio, di Belpasso, dell’Etna».

 

Ma non si pensi che da qui parta un suggerimento al resto dell’Isola che contiene solo il capitolo, peraltro sempre odioso seppure inevitabile, della repressione. L’azione investigativa che porta ogni giorno a scoprire grazie alle foto trappola chi sporca, fila accanto allo sviluppo della raccolta differenziata. E anche qui arriva la conferma che scelte coraggiose premiano.

 

«La prima cosa che ho fatto è stata quella di andare oltre le scelte che erano state fatte in passato dagli Ato e che continuano ad essere replicate con proroghe concesse da molti Comuni alle vecchie ditte che avevano vinto gli appalti. Noi a Belpasso abbiamo fatto una gara e assegnato un appalto per sette anni, dunque guardando molto in prospettiva, con una sinergia forte. Risultato? Dai numeri in linea con le percentuali basse di quasi tutta la Sicilia, eravamo arrivati a giugno al 44%. Si può dire che da quel mese sia partito a pieno regime il nuovo corso, e oggi la raccolta differenziata ha raggiunto il 71,68%, dato di ottobre».

 

I cittadini di Belpasso hanno ricevuto dal Comune 5 biopattumiere e hanno già capito come funziona il meccanismo. La raccolta è stata spiegata in depliant distribuiti alla popolazione, un piccolo volume. Ma, naturalmente, per filare tutto liscio deve funzionare il servizio, che è operativo dalle 4 del mattino alle 10. Il paese è pulito? Più pulito di prima, certamente.

 

«Insomma, ci siamo - sorride Caputo - funziona. Ma è una guerra, appunto e un Comune non può combatterla e vincerla da solo. Per questo chiediamo ai cittadini di combatterla con noi».

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commenti 3
  • Rosario

    27 Ottobre 2016 - 18:06

    Complimenti.

    Rispondi

  • Giovanni.Grasso

    28 Ottobre 2016 - 07:07

    Ben fatto

    Rispondi

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