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Rottamazione delle cartelle, domanda entro il 23 gennaio

Guida alla dichiarazione per beneficiare della definizione agevolata

La rottamazione cartelle è realtà. E’ stato infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2016, il decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193. L’articolo 6 del decreto, che è entrato in vigore lo stesso 24 ottobre, ha per titolo “definizione agevolata” e contiene le regole per estinguere i debiti delle cartelle di pagamento e dei ruoli affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015. Per agenti della riscossione si intendono, oltre ad Equitalia, anche gli altri agenti della riscossione che operano sul territorio, come, ad esempio, Riscossione Sicilia, per i contribuenti siciliani.

Addio a sanzioni
e interessi di mora

I benefici maggiori della rottamazione cartelle riguardano la cancellazione delle sanzioni, degli interessi di mora e di dilazione, e delle altre sanzioni e delle somme aggiuntive, cioè degli accessori dovuti sui ritardati od omessi pagamenti dei contributi previdenziali.

Ammessi alla rottamazione

Possono avvalersi della rottamazione anche i contribuenti che hanno già pagato, a seguito di provvedimenti di dilazione emessi dall’agente della riscossione, parte delle somme dovute relativamente ai carichi affidati agli agenti della riscossione negli anni dal 2000 al 2015, e purché, rispetto ai piani rateali in essere, risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016. In verità, questa norma complica la definizione, perché escluderebbe i contribuenti che omettono di pagare qualche rata, ammettendo al beneficio, invece, i contribuenti che magari non hanno pagato nulla. E’ inoltre stabilito che il debitore, se per effetto di pagamenti parziali, ha già integralmente corrisposto quanto dovuto per la rottamazione, per beneficiare degli effetti della definizione agevolata, deve comunque manifestare la sua volontà di aderirvi, presentando la relativa dichiarazione entro il 23 gennaio 2017.

Effetti della dichiarazione

Dopo la presentazione della dichiarazione per fruire della rottamazione, l’agente della riscossione, relativamente ai carichi definibili, non può avviare nuove azioni esecutive, o iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione, e non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo, o non sia stata presentata istanza di assegnazione, o non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.

Debiti “fuori” dalla rottamazione

Sono esclusi dalla definizione agevolata i carichi affidati agli agenti della riscossione recanti:

- le risorse proprie tradizionali;

- l’Iva riscossa all’importazione;

- le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;

- i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;

- le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;

- le sanzioni per violazioni al Codice della strada, per le quali la definizione agevolata opera limitatamente agli interessi.

Cosa si paga

Per fruire della rottamazione, il contribuente dovrà eseguire il pagamento integrale, anche dilazionato, entro il limite massimo di quattro rate, sulle quali sono dovuti gli interessi del 4,5% annuo: delle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interessi; degli aggi maturati a favore dell’agente della riscossione; del rimborso delle spese per le procedure esecutive, nonché del rimborso delle spese di notifiche della cartella.

Il contribuente interessato alla definizione agevolata, cosiddetta rottamazione cartelle, dovrà presentare entro il 23 gennaio 2017, apposita dichiarazione, con le modalità e in conformità alla modulistica che lo stesso agente della riscossione pubblicherà sul proprio sito internet nel termine massimo di quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, cioè entro il 7 novembre 2016. Nella dichiarazione, da presentare all’agente della riscossione, il contribuente indica altresì il numero di rate nel quale intende effettuare il pagamento, entro il limite massimo di quattro rate, nonché la pendenza di giudizi aventi ad oggetto carichi cui si riferisce la dichiarazione, e assume l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi. Sono comunque ammessi alla rottamazione cartelle anche i contribuenti che non hanno presentato alcun ricorso contro le richieste di pagamento dell’agente della riscossione.

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