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Dalla Festa dei Morti ad Halloween: quelle tradizioni celtiche giunte fino a noi

La ricorrenza di Ognissanti ha subìto nel tempo una evoluzione. Al Sud resistono ancora doni lasciati ai più piccoli e dolci tipici

Dalla festa dei Morti ad Halloween: quelle tradizioni celtiche giunte fino a noi

Una volta era la Festa dei Morti. Da molti anni a questa parte è Halloween. Una volta giocattoli per i più piccoli, che la tradizione voleva lasciati in dono dai cari defunti, oggi "dolcetto o scherzetto", zucche intagliate e feste in tema horror. Evoluzione della specie ed evoluzione delle commemorazioni che nel corso dei decenni hanno subìto influenze anche lontane come, in questo caso, provenienti dalla verde Irlanda.

Contrariamente a quanto comunemente si pensi, la "festa delle zucche", non ha una provenienza americana, ma irlandese; è tipicamente collegata alla festa celtica di "Samhain", il cui significato suona più o meno come la "fine dell'estate". La tesi della derivazione di Halloween da Samhain fu sostenuta da due celebri studiosi di fine Ottocento, Rhŷs e Frazer: secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell'Inghilterra, dell'Irlanda e della Francia settentrionale, l'anno nuovo incominciava il 31 ottobre. Nel tempo l'assimilazione e la commercializzazione della festa che negli Stati Uniti si trasforma nel rito del “trick or treat” (dolcetto o scherzetto) che conosciamo oggi e che consiste nella richiesta di dolciumi che i bimbi fanno ai vicini di casa.

Nel sud dell'Italia però le antiche tradizioni in qualche modo resistono. Nei primi due giorni del mese di Novembre, in occasione della ricorrenza di Ognissanti, in molte famiglie si acquistano ancora doni per i bambini (ai quali si deve far credere che sono stati i cari defunti ad averli lasciati, nella notte, per loro) e sulle tavole fanno la loro comparsa dolci tradizionali come le cosiddette "rame di Napoli", ossa di morto, nzuddi e, usanza molto diffusa nel palermitano, "pupi di zuccaro" e ancora frutta di Martorana. Tutte prelibatezze che si acquistano o che le più virtuose ai fornelli preparano in casa.

All'aspetto profano della ricorrenza, c'è poi quello religioso delle visite ai cimiteri in questi giorni molto affollati: il ricordo di affetti importanti scomparsi resta, per gli adulti, il significato più profondo di questa festa.

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