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Simon & The Stars, «L’astrologia racconta la vita»

L'incontro a Catania con l'astrologo più famoso del web

Simon & The Stars, «L’astrologia racconta la vita»

Fare un’intervista ad un astrologo è sempre una tentazione fortissima: la curiosità mi spingerebbe a farmi fare un consulto astrologico su misura. Poi però leggo altre interviste di Simon e mi convinco ad essere neutrale. So che non posso abusare della naturale cortesia di Simone, un suo tratto distintivo che anche gli altri appassionati di stelle di Catania avranno certamente modo di cogliere durante l’incontro di stasera alle 20,30 alla Libreria Vicolo Stretto. Lui è Simone Morandi, in arte Simon and the Stars, da molti riconosciuto come l’astrologo più famoso del web.

Simon, tu non sei “nato” astrologo. Cosa ti ha fatto nascere la passione per le stelle e fatto decidere di cambiare vita?

«Come per tutti i più importanti “appuntamenti” della vita, è stato il “caso”. Una sera nel 2010 mi sono trovato per caso a chiacchierare con Luisa De Giuli, un'astrologa che conoscevo solo per nome e fama, che ha acceso il motore della mia curiosità. Quando ho realizzato che l'oroscopo non è altro che la punta di un iceberg incredibilmente vasto e profondo, ho iniziato dapprima con delle letture personali, e poi iscrivendomi ad una scuola di Londra molto prestigiosa, un punto di riferimento importante per chi studia questa materia. Per i primi anni, si trattava solo di uno studio “tra me e me”. Poi, Claudio Roe (un amico carissimo) mi ha spinto a provare a trasformare questo studio in qualcosa di più “pratico”. E’ nata così la pagina Facebook di Simon & The Stars, sulla base di un gioco di parole perché nella mia altra vita sono un avvocato di cinema e spettacolo e vivo tra le “stars”. Era un sabato pomeriggio del 30.3.2013 e credo che la mia vita abbia “virato” in quel giorno».

Come è una giornata tipo di Simon & The Stars?

«Caotica, frenetica e piena zeppa di impegni. Credo di non fare una vera “vacanza” dal 2013, di non avere un vero weekend almeno da un paio d’anni perché nel weekend c’è il mio appuntamento settimanale con l’oroscopo. Quando poi la domenica coincide con la fine del mese e c’è anche l’oroscopo mensile per me è una vera battaglia navale. Però a me piace così. Non riesco ad avvantaggiarmi mai più di tanto con gli oroscopi, perché mi piace l’adrenalina della pubblicazione, con il pubblico che attende».

È indubbio che tu sia uno degli astrologi più amati dal Web. Secondo te, perché la gente ti vuole così bene?

«Credo che la più bella caratteristica della mia pagina si la sua “verità”. Si percepisce che dietro c’è una persona vera, in carne ed ossa, senza filtri o sovrastrutture, che si appassiona e cerca di trasmettere questa passione. Cerco di rispondere il più possibile alle domande del pubblico - soprattutto se riguardano il “sistema-astrologia” più che una curiosità del tutto personale (“quando troverò l’amore”) e se mi chiedono cose che non ho ancora approfondito credo che non ci sia nulla di più bello e vero che rispondere “non lo so”. E’ tutto molto diretto, informale: una comunità di persone che guardano dalla stessa parte, senza alcuna distinzione tra me che sto da un lato e il pubblico che sta dall’altro. E questo credo che piaccia».

Come nel tuo primo libro, anche in questo “Oroscopo 2017” - sempre edito da Vallardi - ti servi di pellicole famose per raccontare ciascun segno zodiacale. Cosa lega i tuoi oroscopi al mondo del cinema?

«E’ stata una scelta dettata da pura passione (amo molto il cinema) e anche questa in buona parte è stata casuale. Mi rendo conto che è almeno la terza volta che uso il termine “casuale” ma credo che ognuno di noi se guarda attentamente la vita e non oppone resistenza irrigidendosi in determinate posizione finisce naturalmente per trovare la via giusta grazie al “caso”. Penso che sia un modo efficace, diretto ed emozionante per dare immediatamente una sensazione che chiunque è in grado di cogliere. Se parlando della Bilancia 2017 ti dico Grease, capisci immediatamente che si tratta di tirare fuori la grinta di un’anima rock che per alcuni anni è stata messa a tacere. Nel cinema, poche parole sanno descrivere un mondo attraverso un linguaggio fatto di emozioni, e così mi piacerebbe che sapesse fare anche il mio oroscopo».

Anche quest’anno sarai in tour per promuovere il libro. C’è qualcosa che vorresti ti chiedesse il pubblico durante i tuoi incontri? O c’è qualcosa che vorresti chiedere loro?

«L’incontro con il pubblico è la parte più bella di tutto questo percorso. Io sono un privilegiato perché quando si parla di oroscopo, il primo “rischio” è che la gente venga alle tue presentazioni unicamente per farti domande molto personali, mentre io ho l’emozione di trovare spesso un pubblico affascinato da questa materia, dal mio modo di presentarla e di utilizzarla come una lente d’ingrandimento che mostra lati inediti della realtà».

Perché secondo te la gente crede negli oroscopi?

«Perché ognuno sente istintivamente che ci sono più cose in cielo e in terra di quante non tenti si spiegarne la scienza positivista, e cerca di cogliere collegamenti tra le proprie vicende e un ordine più vasto. Ma forse è una domanda che rischia di mandare in tilt un astrologo. Un po’ come cercare Google su Google…».

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