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Università Catania, il parere del Cga: si potrà votare per il rettore

Il pronunciamento sulla sentenza dello scorso 29 luglio

Sentenza del Cga azzera cariche dell'Università di Catania

Piazza Università, sede centrale Ateneo di Catania

Catania - La nota del rettore dell'Unviersità di Catania, Giacomo Pignataro inviata alla comunità universitaria catanese a seguito del parere del Cga, oggi pubblicato.

«Il CGA ha discusso l’istanza di chiarimenti sulla sentenza del 29 luglio scorso e ha stabilito che essa debba interpretarsi nel senso di procedere anche all’elezione del Rettore. Chiarezza è stata fatta ed era necessario.

Già a poche ore dalla pubblicazione della sentenza, mi ero mosso con la massima tempestività per chiedere chiarimenti su un dispositivo che - come dimostra la nota del Ministero e il contenuto dell’istanza dell’Avvocatura di Palermo - poteva prestarsi ad altra interpretazione. Del resto, lo stesso CGA ha oggi riconosciuto che “l’esigenza di chiarimenti espressa … dall’Amministrazione aveva una sua oggettiva consistenza”. Adesso, con la stessa sollecitudine, sto provvedendo a convocare in via di urgenza il Senato Accademico, affinché inviti il Decano a indire le elezioni del Rettore.

Intendo ribadire quanto ebbi a dichiarare all’indomani della sentenza. Se oggi dobbiamo affrontare un passaggio istituzionale difficile, che ha già comportato danni all’immagine e all’azione dell’Ateneo, lo si deve esclusivamente al fatto che chi mi ha preceduto si avventurò ad emanare uno Statuto in violazione di importanti norme procedurali. Mentre, se possiamo procedere al rinnovo dei nostri organi statutari sulla base dello Statuto e dei regolamenti vigenti, ciò è dovuto al lavoro di modifica portato avanti dalla mia amministrazione e sostenuto dal consenso unanime del Senato accademico. Disponiamo finalmente di norme legittime, al pari di tutte le altre Università del Paese.

Ritengo dunque di avere il diritto di proporre la mia candidatura a Rettore al fine di completare il mandato che mi avete affidato a larghissima maggioranza il 28 febbraio 2013 e sento il dovere di portarne a compimento le realizzazioni programmatiche. Non ho mai avuto la supponenza di ritenere che la fonte del mio ruolo fosse aliena dal consenso della mia comunità, ho sempre ricercato il confronto con gli organi collegiali e con tutti voi e lavorato per costruire scelte ampiamente condivise, senza mai rinunciare all’esercizio della mia responsabilità e dei miei doveri.

Sono certo che l’attaccamento alla nostra Istituzione, dimostrato dal vostro impegno quotidiano, saprà trasformare queste elezioni in un'ulteriore occasione di confronto democratico sul futuro del nostro Ateneo, alla quale parteciperò con lo spirito di servizio di sempre».

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