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Settima sconfitta consecutiva per il Palermo, De Zerbi sempre più in bilico

Alla Lazio, sempre più inarrestabile, basta un gol di Milinkovic alla mezz'ora

Settima sconfitta consecutiva per il Palermo, De Zerbi sempre più in bilico

PALERMO - Altra partita in casa e altra sconfitta per il Palermo che quest’anno non ha raccolto nemmeno un punto al Barbera. A una Lazio inarrestabile basta il gol di Milinkovic-Savic dopo la prima mezz'ora. La squadra di Inzaghi non riesce a chiudere la partita ma controlla bene senza rischiare mai. In classifica la squadra di Simone Inzaghi sorpassa la Roma al terzo posto, in attesa del posticipo dei giallorossi stasera.

 
Il Palermo davanti, così come a centrocampo, è davvero poca cosa e a nulla serve il ritorno all’affidabile 3-5-2 con Morganella al posto di Rispoli. In avanti Diamanti e Nestorovski. Inzaghi ha la meglio con il suo tridente Felipe Anderson-Immobile-Keita e adesso De Zerbi rischia davvero di lasciare la panchina rosanero.

 
Poco pubblico sugli spalti e gli ultras si scatenano con cori contro il presidente Maurizio Zamparini. Alla fine i fschi sommergono i giocatori rosanero al fischio finale, mentre la Lazio si proietta ancor di più nelle zone alte della classifica. 

 

Roberto De Zerbi si attacca alla speranza che le altre facciano peggio. Basta finire quartultimi, in effetti, ma al momento il Palermo ha dietro solo il Crotone. La sconfitta contro la Lazio, la settima consecutiva, non lo fa essere ottimista riguardo al suo futuro in rosanero. La sua avventura sembra giunta al capolinea, a salvarlo potrebbe essere solo la mancanza di tempo con la coppa Italia e il campionato in pochi giorni. «Se si valuta solo la partita di oggi - ha spiegato - non ci siamo persi dopo il loro vantaggio. Siamo stati sempre in partita. A livello generale siamo fragili, ma oggi non lo siamo stati. Al momento siamo nettamente più deboli di quello che siamo davvero. A me basta un segnale per motivare la squadra, anche le altre che lottano per la salvezza non stanno molto meglio».

 

Appena si parla di esonero, De Zerbi ribatte: «Non è una domanda a cui devo rispondere io. Io ci credo sempre. I giocatori per come si allenano, sembrano convinti. Poi la domenica cambia tutto. Le mie idee non sono state del tutto attuate perché non ho preso la squadra dall’inizio, non l’ho costruita io, non ci sono magari le caratteristiche tecniche e di carattere che mi servirebbero».

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