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Intervista con Grabiel Garko fra teatro, tv, mamma catanese e social network

L'attore si è esibito a Palermo e Catania conquistando il pubblico con “Odio Amleto”

Intervista con Grabiel Garko fra teatro, tv, mamma catanese e social network

Andrew è un attore famoso che fa televisione, molto conosciuto anche in America, ma vorrebbe dare una svolta alla sua carriera portando in scena l’ ”Amleto” di Shakespeare.

Gabriel Garko è il protagonista, assieme a Ugo Pagliai e Paola Gassman, di “Odio Amleto” uno spettacolo teatrale divertente (la regia è di Alessandro Benvenuti) nel quale interpreta proprio Andrew, un ragazzo timido e presuntuoso, imbranato e follemente innamorato, che ha conquistato il pubblico del Teatro al Massimo di Palermo e del Metropolitan di Catania dove si è esibito nei giorni scorsi. Lo incontriamo nel suo camerino durante una pausa dello spettacolo, disponibile e sorridente ci racconta del suo personaggio teatrale e dei progetti futuri.

 

Famoso in tv, pronto a sperimentarsi in teatro. Andrew e Gabriel sembrano la stessa persona..

«Sembrerebbe di sì (ride) ma non è proprio così. Avevo sentito parlare molto bene di “Odio Amleto” che a New York è stato interpretato da Edward Norton con grande successo, così ho chiesto di potere leggere il copione e sono rimasto impressionato dalla spontaneità unita alla voglia di mettersi in gioco di Andrew. In realtà mi somiglia sotto alcuni aspetti e questo credo piaccia molto al pubblico, ma non in altri».

 

E’ lo spettacolo della maturità?

“Il teatro mi affascina da sempre, il contatto diretto con il pubblico aiuta a superare qualsiasi difficoltà. Sono contento di queste prime date, al mio fianco ci sono due attori straordinari come Ugo Pagliai e Paola Gassman. Non potevo chiedere di meglio”

 

Dopo Sanremo ha dichiarato di essersi liberato da tutte le paure. Conferma?

“Quella esperienza mi ha dato tanto in termini di sicurezza, la chiave dell’autoironia è stata fondamentale per scacciare le paure, questo il pubblico lo ha molto apprezzato”.

 

Ci tornerebbe, anche solo come ospite?

“Assolutamente no. Ho già dato, quel tipo di esperienza devi farla una sola volta nella tua carriera. E poi non mi piace ripetermi, nel lavoro amo le novità”

 

Come spiega allora le cinque serie di “Onore e Rispetto”?

«Perché il personaggio di Tanio Fortebracci ha avuto varie sfaccettature devo per questo ringraziare gli autori e la produzione. Non so se ci sarà una sesta serie ne parleremo prossimamente ma sono orgoglioso di avere interpretato sul piccolo schermo un personaggio così amato dal pubblico».

 

Sua mamma è catanese, lei conosce bene la Sicilia?

«Mia madre è andata via da Catania molto giovane, il suo carattere e la sua determinazione sono stati un esempio per me e le mie tre sorelle. Io vengo sempre volentieri in Sicilia, subisco il fascino della tradizione culinaria e dei favolosi paesaggi».

 

L’influenza della famiglia tradizionale quanto ha influito nella formazione del carattere?

«Parecchio, soprattutto agli inizi della carriera ho cercato, come diceva mi madre, di essere sempre severo con me stesso. Sicuramente in 25 anni di carriera ho fatto tesoro degli insegnamenti dei miei genitori».

 

Continua ad avere rapporti difficili con la critica?

«Se è costruttiva ben venga, se ingiusta e inopportuna mi fa molto arrabbiare».

 

E’ vero che spesso è costretto ad usare trucchetti vari per sfuggire ai fan?

“A volte sì ma non sono l’unico attore a doversi trasformare, per così dire, pur di evitare l’assalto dei fan. Fa parte del nostro mestiere e dobbiamo imparare a conviverci”.

 

Che rapporto ha con i social?

“Positivo. Decido io cosa mettere sui social e come farlo. Non voglio che il mio privato diventi accessibile a tutti semplicemente perché sono famoso. Farei lo stesso anche se fossi seguito soltanto dai miei amici”

 

Parteciperebbe al “Grande Fratello Vip”?

«Non credo. Non mi piace la sovraesposizione, riconosco il successo di certi reality ma non sopporterei di essere ripreso 24 ore su 24. Fa parte del mio modo di essere».

 

Prima di salire sul palco del Teatro Ariston di Sanremo ha dichiarato “se non fosse per la bellezza non sarei qui”. Quanto ha contato veramente?

«Non posso negare che mi ha aiutato tantissimo. Ma se da 25 anni faccio questo mestiere vuol dire che c’è qualcos’altro, che in questi anni sono cresciuto professionalmente e questa crescita è stata riconosciuta dal pubblico».

 

A proposito di immediato futuro quali sono i suoi progetti?

«Il 2017 sarà per me un anno importante, riprenderemo la tourneè di “Odio Amleto” dato che la prima parte si chiude a fine dicembre, e poi ho in cantiere un progetto per il grande schermo, un ruolo di grande spessore».

 

Ha lavorato con registi del calibro di Opzetek e Zeffirelli. Che ricordo ha di loro?

«Zeffirelli un grande maestro, attento alla cura dei particolari, delle sfumature di una sceneggiatura. “Le fate ignoranti” di Opzetek è il film che mi aiutato a crescere professionalmente e dato tanto dal punto di vista umano».

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