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Firmopoli di Siracusa, primi riscontri ipotesi di falsificazione con fotocopie

Sessantaquattro fogli e ottocento firme ai raggi X. I pm indagano su falso ideologico e materiale

Firmopoli di Siracusa, primi riscontri ipotesi di falsificazione con fotocopie

Gli accertamenti degli investigatori sui moduli (sequestrati giovedì mattina negli armadi dell’ufficio elettorale di Siracusa) sono già cominciati. E dal palazzo di giustizia emergerebbe un primo profilo, legato a una «ipotizzabile contraffazione, attraverso la riproduzione, all’insaputa dei sottoscrittori, tramite fotocopie». Un’ipotesi di indagine, naturalmente, «in corso di verifica». Una teoria già avanzata da Patti (autore dell’esposto da cui sono scaturite le indagini), cheha parlato di «fogli immacolati», circostanza «insolita per chi ha svolto, almeno una volta nella vita, una raccolta di firme».

Ma la lente d’ingrandimento non trascura il potenziale “taroccamento” di parte delle firme. Fra tante, tantissime, che sembrano ineccepibili tuttavia ce ne sarebbero alcune destinate a essere approfondite. L’attenzione si concentrerebbe su una decina di fogli in particolare dove ci sarebbero elementi per ipotizzare una certa univocità nella grafia.

Si spulciano fogli e autografi, ma anche date (una per una) per incrociare due elementi: la firma della lista da parte dell’elettore e la sottoscrizione della candidatura di Patti. Per capire, insomma, se ci siano stati sottoscrittori che abbiano firmato senza che nel primo foglio ci fossero i nominativi definitivi, ovvero quelli con Patti capolista di “Rinnoviamo Siracusa Adesso!” Una circostanza, questa, che potrebbe aprire un ulteriore scenario: cioè che alcune delle firme siano state raccolte ancor prima dell’adesione di Patti, che soltanto il 10 maggio ufficializzò la rinuncia alla corsa a sindaco. E sarebbe un’altra anomalia.

Ma non sono solo gli occhi degli investigatori a essere puntati su quei fogli. Perché poco prima che gli investigatori ponessero tutto sotto sequestro il deputato regionale siracusano del Movimento 5 Stelle, Stefano Zito è riuscito, chiedendo l’accesso agli atti, a ottenere la copia di una parte degli atti, che ieri sera ha consegnato a un grafologo di fiducia. Zito aspetta adesso la perizia, ma conferma la prima ipotesi: «Alcune delle firme, già a occhio nudo, lasciano spazio a dubbi di autenticità. Potrebbero essere frutto della stessa mano. Ma ripeto, aspetto la perizia e per il momento non mi sbilancio». Zito però aggiunge che l’attenzione dell’esperta si concentrerà su una decina di fogli e dunque su circa 200 delle 800 firme presentate per validare la candidatura della lista.

Insomma, ancora ombre sulle elezioni amministrative di Siracusa, che hanno portato all’elezione di Giancarlo Garozzo (sindaco del Pd), sostenuto anche dalla lista “incriminata” che ha eletto tre consiglieri. Fra cui Santino Armaro, eletto presidente del Consiglio, al quale l’opposizione ha chiesto le dimissioni dopo che sulle pagine del nostro giornale è esploso il caso di Firmopoli.

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