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Fave di cacao e gelsomini la ricetta segreta dei Medici si racconta a ChocoModica

Dall'8 dicembre la manifestazione più golosa

Fave di cacao e gelsomini la ricetta segreta dei Medici si racconta a ChocoModica

Il Redi si mostrò riconoscente verso Francesco d'Antonio Carletti che ebbe il merito di portare la cioccolata a Firenze – e fu tra i primi a portarla in Europa in generale - al ritorno da un viaggio intorno al mondo durato dal 1594 al 1606. Nelle annotazioni alla sua celebre opera "Il Bacco in Toscana" egli scrive: «La corte di Spagna fu la prima in Europa a ricevere tal'uso. E veramente in Ispagna vi si manipola il Cioccolatte di tutta perfezione; ma alla perfezione Spagnuola è stato a' nostri tempi nella Corte di Toscana aggiunto un non sol che di più squisita gentilezza, per la novità degl'Ingredienti Europei, essendosi trovati il modo d'introdurvi le scorze fresche de' Cedrati, e de' Limoncelli, e l'odore gentilissimo del gelsomino».

Quell’autentica prelibatezza d’altri tempi, rimasta segretissima per volere del Granduca di Toscana, dopo tre secoli è tornata a vivere a Modica, già due anni fa, grazie allo spirito d’iniziativa di due imprenditori siciliani, il compianto Franco Ruta dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica, e Filippo Figuera dei Vivai Malvarosa di Giarre, che individualmente erano venuti a conoscenza della ricetta e hanno deciso di riproporla. Essa richiede soprattutto un enorme quantitativo di fiori di gelsomino: ben 250 al giorno per dieci giorni mischiati a un chilogrammo di fave di cacao. Fiori in boccio, raccolti al crepuscolo, prima che si aprano e sprigionino quel loro intenso e delicato profumo da cedere, nello spazio di 24 ore, al cacao. I fiori durano un solo giorno e la sera si ricomincia con un nuovo raccolto di boccioli di gelsomino. Un esperimento riproponibile solo grazie alla collaborazione di Malvarosa, che a Giarre ospita una vastissima collezione di gelsomini (il magico incontro con il cacao è stato raccontato anche in un video diretto dal regista Ivano Fachin). Quindi la sapiente lavorazione a freddo, su pietra. Nel caso del cioccolato di Modica, appunto, il metate, la pietra ricurva su cui ancora oggi – come facevano gli antichi Aztechi - vengono macinati i semi di cacao insieme alle spezie.

Di questa preziosa ricetta si tornerà a parlare ora in occasione di ChocoModica, l’8 dicembre alle 18 alla Fondazione Grimaldi, nel corso dell’appuntamento “Una storia da raccontare, i gelsomini, la cioccolata e la ricetta segreta dei Medici nel ‘700 tra Firenze e Modica”, a cura dei professori Learco Nencetti, Grazia Dormiente e Giuseppe Barone.

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