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Catania, ruoli capovolti: i ragazzi insegnano computer ai nonni

Al Marconi l'alternanza scuola-lavoro si fa "mettendo in Rete" anche gli anziani

Catania, ruoli capovolti: i ragazzi insegnano computer ai nonni

CATANIA - Quanta voglia di dare amore c’è in un nonno che spiega la vita a un nipote, consapevoli l’uno di insegnare e l’altro di apprendere? E se i ruoli si ribaltassero? I giovani quanto si possono sentire gratificati nell’essere alunni e allo stesso tempo docenti? Benvenuti nella classe “Nonni in rete” dell’istituto tecnico industriale Marconi, l’unica aula a Catania in cui i ragazzi insegnano le tecnologie agli over 65. Il progetto - gratuito e promosso da Fondazione Mondo Digitale in collaborazione, per il secondo anno consecutivo, con Poste Italiane - ha preso il via ieri con 24 partecipanti, assistiti dagli alunni della quarta C che fino a maggio indosseranno i panni di tutor.

 

Le referenti del progetto sono le docenti Maria Antonietta Baiamonte e Vincenzina Pastore che hanno spiegato come «il progetto permette ai ragazzi di alternare alla scuola il lavoro, così come voluto dalla riforma della Buona Scuola. I nostri alunni potranno aggiungere nei curricula l’attività di tutoraggio per una grande azienda, Poste Italiane. Ai partecipanti, invece, sarà rilasciata una certificazione.

 

«Ma oltre ai riconoscimenti ufficiali - continua - è emozionante assistere allo scambio di contenuti tra i nonni, spesso in crisi perché soli, e i ragazzi che si fanno carico di maggiori responsabilità. La scuola non è nuova all’iniziativa: già sei anni fa abbiamo aderito alla classe “Nonni in internet” della Fondazione Mondo Digitale, trasformata nell’ultimo biennio in “Nonni in rete” con la collaborazione della società postale».

 

Il laboratorio, quindi, permetterà agli “over 65” di essere al passo coi tempi e di non sentirsi quindi esclusi dai moderni sistemi di comunicazione.

 

La responsabile delle risorse umane Catania 1 per Poste Italiane, Graziella Zuccaro, insieme con il tutor d’azienda, Davide Trovato, ha dato il benvenuto alla classe, presentando il ventaglio di informazioni acquisibili nelle 40 ore di lezione previste. Quindi gli obiettivi: sfruttare al meglio le App e Internet con il contributo di giovani esperti di informatica e favorendo lo scambio intergenerazionale.

 

Quali sono, quindi, i pensieri, ma anche le emozioni e le aspettative dei partecipanti all’aula “Nonni in rete”?

«Da un paio d’anni ho uno smartphone perché mi piace essere aggiornata - dice la signora Giuseppa Nicotra - tant’è che per comunicare con i miei figli e nipoti uso WhatsApp. Non avrei mai immaginato che il mondo della tecnologia si sarebbe evoluto così tanto, però tengo a non abusarne». A farle compagnia, il marito Orazio Polizzi, elettromeccanico in pensione: «Desidero imparare a usare bene il computer. Ho conosciuto Vittorio, il mio tutor, e sono certo che con la sua determinazione riuscirà a colmare le mie lacune. Il primo giorno? Un successo: adesso riesco a memorizzare le foto nella scheda di memoria del cellulare».

 

All’interno dell’aula c’è anche un’altra coppia: Salvatore La Rocca, ex impiegato, e Antonella Garozzo, casalinga, che sebbene siano sposati da 41 anni, non hanno perso il desiderio di mettersi in gioco, insieme. «Sono stata coinvolta da mio marito - dice Antonella - Io comunque preferisco i vecchi mezzi di comunicazione e di informazione: da 42 anni acquisto in edicola La Sicilia e consulto ancora le enciclopedie cartacee. Facebook? Non ci penso neanche. Mi sembra un cortile internazionale». «Antonella si rifiuta a cambiare “prospettiva” - aggiunge Salvatore - ma io sarò sempre al suo fianco. Che bella esperienza».

 

E poi ci sono i veterani. Classe 1941, Gaetano Sapienza è un psicologo e confessa di non avere un buon rapporto con il pc: «Oggi se non si sa usare la tecnologia si è tagliati fuori dal mondo. Determinate attività non si possono svolgere se non tramite internet». «Sono una ex insegnante di educazione tecnica - dice Celestina Papale che a 76 anni ha ritrovato il piacere di tornare tra i banchi di scuola seguita dal giovane Fabio - ed è come se fossi tornata indietro nel tempo. Mi sento felice e divertita. Uso il pc per comunicare con gli amici e con i nipoti e mi sono iscritta anche a Facebook. Mi tengo aggiornata per soddisfare un’esigenza personale. Oggi la “clessidra” si è capovolta: i giovani insegnano anziché imparare da noi».

 

Poi ci sono loro, i ragazzi. «Partecipo da anni a questa iniziativa - dice Gaetano Leanza - ed è sempre un’emozione indescrivibile. Insegnare a chi è più grande di me? Una soddisfazione». Giorgia Caramanna, invece, è alla prima esperienza: «Seguo la signora Vincenzina e mi ha subito sorpreso: conosceva alcune App, la loro funzione e anche come scaricarle da internet. Questi “nonni” non sono arretrati come si pensa».

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