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Lega Pro, Siracusa-Catania diventa il derby delle polemiche: scintille Cutrufo-Lo Monaco

Il presidente della società aretusea replica a muso duro alle affermazioni post-gara dell'ad etneo che controreplica:

Lega Pro, Siracusa-Catania diventa il derby delle polemiche: scintille Cutrufo-Lo Monaco

SIRACUSA - Più di un volume di polemiche. Siracusa-Catania continua anche ben oltre la fine del derby. Era inevitabile visti gli episodi del pregara, il silenzio del Catania alla fine della partita vinta dai padroni di casa per 1-0 e le dichiarazioni di Lo Monaco rilasciate in serata. L'ad rossazzurro aveva commentato la presenza dei tifosi alle 14.10 all'interno del rettangolo di gioco e il conseguente scontro verbale davvero sgradevole. Il presidente del Siracusa, Gaetano Cutrufo, ha replicato a muso altrettanto duro: "Lo Monaco? Il 24 settembre ha chiuso in faccia il telefono a un giornalista di Napoli. Il 3 novembre ha dato dell’incompetente al presidente del Napoli. Il 10 novembre ha attaccato il sindacato di polizia di Foggia. Questo nelle ultima settimane. Per non parlare, poi, della magra figura con Mourinho. Che Lo Monaco abbia qualche limite quando si tratta di perdere non è una novità. Che oggi al centro della sua danza orgiastico-mediatica priva di controllo sia finito il Siracusa mi può solo dispiacere, anche se non ci rovina la festa. Perché basterebbe riferire metà di quello che Lo Monaco ha pronunciato negli spogliatoi, e se sarà necessario sarà fatto, per ristabilire la verità e ricondurre tutto nel campo dello stile che a Lo Monaco non appartiene, evidentemente”.

 

Il presidente del Siracusa ha guardato alla partita di ritorno: "Verremo a Catania, al ritorno, convinti di trovare una città civile e accogliente e non descritta come ha fatto Lo Monaco al punto che secondo lui dovremmo spaventarci. Ma per spiegare quanto Lo Monaco sia confuso basta la sua definizione sulla partita ‘stradominata’”.

 

Infine, il presidente del Siracusa da un consiglio all'ad del Catania: “Fossi in Lo Monaco, piuttosto che cercare futili giustificazioni alla sconfitta, guarderei bene cosa non funziona nel grande blasone da lui costruito. Ma sono sicuro, poiché lo ritengo molto più esperto di me, lo stia già facendo”.

 

Ovviamente Pietro Lo Monaco ha controreplicato ieri sera affidando al sito ufficiale del Catania un lungo messaggio: "Sono piacevolmente sorpreso dalla grande attenzione che il signor Cutrufo riserva alla mia persona, annotando come un alunno diligente, sul suo diario, tutti gli spunti legati alle mie dichiarazioni. L’alunno diligente è però, purtroppo, poco brillante: non riesce infatti a distinguere il “saper perdere” dalla doverosa e sacrosanta difesa delle ragioni di uno sport splendido. Per imperizia, superficialità, negligenza o altra causa, il Calcio è stato violentato, al “De Simone”, perché il Catania ha subito aggressioni verbali e minacce in un clima carico di tensione intimidatoria, nel pre-gara, con gli ultras locali in campo ad accogliere i giocatori rossazzurri. E il presidente del Siracusa, cosa ne pensa? Non una parola dettata dalla vergogna, non una parola di scuse, non un’ammissione di responsabilità, da parte del massimo dirigente aretuseo, soltanto amare note di silenzio sportivo nel miele di parole figlie dei tre punti sgraffignati: è un comportamento indecoroso, tipico di chi non sa vincere e di chi ritiene che, in nome della vittoria, sia normale accettare uno scempio come quello registrato ieri».

 

«Per il Siracusa - continua Lo Monaco - , ed in particolare per il suo presidente, è normale che i tifosi stiano in campo nel pre-gara e anche durante una partita, attraversando il rettangolo verde con una cintura in mano e provocando la sospensione dell’incontro, com’è accaduto in estate quando Cutrufo si disse pronto a dimettersi. Noi riteniamo invece che questi siano episodi gravissimi e che le lacune evidenziate vadano urgentemente analizzate dal Ministero dell’Interno, perché l’ordine pubblico è la pre-condizione da assicurare alle società sportive e con le società sportive: occorre avviare un’indagine e giungere a spiegare come e perché è possibile, quasi nell’immediatezza del fischio d’inizio di una partita, che i tifosi della squadra ospitante “accolgano” i giocatori della squadra ospitata. Cutrufo, che merita una domenica di riposo dopo il pesante sforzo letterario con la ciliegina della definizione “orgiastico-mediatica”, parla di verità e di stile: abbia il buon senso di tacere, davanti alle immagini che decretano la doppia sconfitta del calcio. È superflua, Cutrufo, la sua puntualizzazione relativa alla gara di ritorno: noi accogliamo con piacere ed attenzione i nostri ospiti, la macchina organizzativa dell’ordine pubblico è perfetta ed inappuntabile, al “Massimino”, grazie alle forze dell’ordine ed alla società. Quanto ai suoi auguri, Cutrufo, non ci servono: li risparmi, quindi, per rivolgerli poi al suo club, che ha bisogno dei migliori auguri di tutti per evitare le invasioni di campo in occasione delle gare casalinghe».

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