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Amarcord ciak alle Terme, la "Palombella rossa" partì da Acireale

Ricordi indelebili per centinaia di acesi coinvolti sul set, in prevalenza come comparse

Amarcord ciak alle Terme, la "Palombella rossa" partì da Acireale

Moretti, accompagnato dal produttore Angelo Barbagallo, suo socio nella “Sacher film”, effettua un sopralluogo alle Terme “Santa Venera” e resta favorevolmente impressionato, al punto da chiedere di mettere subito “nero su bianco” ovvero di ottenere il via libera. «Che, ovviamente, non esitiamo a concedergli - prosegue Nicolosi - consapevoli del ritorno di immagine per Acireale». L’estate sta per fare capolino quando nel parco delle Terme “Santa Venera” si riversano centinaia di persone, in prevalenza giovani, che aspirano a fare da comparsa. Trascorrono ore ed ore tra i viali alberati, in attesa del ciak. Moretti è noto per essere un perfezionista e, quindi, capita che le scene si ripetano anche decine di volte. «Non a caso - osserva Pietro Nicolosi - le riprese durarono sino a novembre, sebbene fosse previsto si dovessero concludere un mese e mezzo prima». Tra gli attori anche un acese che già si è fatto apprezzare su altri tra palcoscenici e set. Mario Patanè vive da circa quattro anni a Roma quando Moretti lo chiama per interpretare Simone, un giovane appartenente al movimento di “Comunione e liberazione”, al suo primo lungometraggio. «Un’esperienza bellissima - ricorda - ed anche faticosa. Moretti era molto esigente e, dunque, i ritmi di lavoro erano davvero sostenuti».

Un rigore che, probabilmente, sarà servito a Mario Patanè, poi capace di recitare persino con Vittorio Gassman nel film “La cena”, di Ettore Scola, che gli valse il nastro d’argento come migliore attore non protagonista.

Nel corso degli ultimi 30 anni ha lavorato per produzioni di rilievo, ma quel “rigore” vissuto sul set di “Palombella rossa” non lo dimenticherà mai, assieme alle emozioni.

Che, in parte, erano le stesse delle comparse, quasi tutte acesi, in prevalenza ingaggiate per indossare i panni dei tifosi presenti sulla tribuna della piscina delle Terme, per l’occasione ridotta nelle dimensioni attraverso una serie di accorgimenti scenografici, così da non richiedere la presenza di almeno 700 persone per gremirla. Dalla tribuna alla vasca.

Nella foto sopra, Moretti è raffigurato tra due pallanotisti di fazioni opposte, entrambi “pilastri” della Pozzillo dell’epoca e oggi entrambi ingegneri, come il loro “patron” Pietro Nicolosi: a sinistra del regista c’è Concetto Bosco, poi anche imprenditore, a destra Sandro Paternò. E mentre la pellicola veniva impressa, ai margini della piscina c’era il compianto Carlo Testa, trascorsi apprezzabili da pallanonista, ma già medico affermato e riferimento sanitario per tutta la produzione. Un ruolo di rilievo, dal punto di vista scenico, venne affidato al castellese Mauro Maugeri (accreditato tra gli attori), allenatore della Pallanuoto Acireale, avversaria della Monteverde, nella quale militava lo stesso Moretti, Michele Apicella nel film. Per alcuni mesi la piscina delle Terme di Acireale fu il quartiere generale del regista romano, in gioventù anche apprezzato pallanotista, con il “factotum” Nino D’Anna, dipendente della Polisportiva Pozzillo “prestato” alla produzione, pronto a risolvere ogni problema e a confrontarsi con le esigenze del cast e delle centinaia di comparse.

Qualcuna tra loro fu anche “parlante”, come nel caso di Giuseppe Costarelli, oggi stimato avvocato, all’epoca studente in Giurisprudenza. «Volevamo sapere come sta» la richiesta formulata da Costarelli ad un dirigente della Monteverde in relazione ad un infortunio patito da Moretti. «Per il ruolo di comparsa - ricorda l’avvocato Costarelli - si registrò un’autentica mobilitazione, anche per via dei compensi che erano apprezzabili. Faticavamo parecchio, comunque, perché si lavorava molto di notte. Furono momenti indimenticabili perché tra molti, trascorrendo parecchie ore assieme, si cementarono anche rapporti di amicizia che ancora durano nel tempo». E di certo non è poco.

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